Congresso Pd 2019, le alleanze che sostengono i candidati

Stringe il tempo per le candidature al congresso Pd 2019. Zingaretti vince la partita delle nuove alleanze, ma Minniti favorito da Camera e Senato.

verso il congresso Pd
Congresso Pd 2019, si formano le alleanze

Il tempo stringe per designare le alleanze che sosterranno i candiati per il congresso Pd 2019 . Il vincitore della “campagna acquisti” del congresso dem è Nicola Zingaretti. Alla maggioranza renziana che ha retto negli ultimi anni, il Presidente della Regione Lazio è riuscito a strappare i big, qualche fedelissimo e intere correnti. Così, Areadem di Dario Franceschini è passata quasi totalmente con Zingaretti. Lo stesso ha fatto l’ex premier Paolo Gentiloni. E per citare solo qualche altro nome, si aggiungono alla lista gli ex ministri Andrea Orlando e Roberta Pinotti e  l’ex capogruppo al Senato, Luigi Zanda.

Anche Maurizio Martina può contare su alcune nuove reclute nella sua squadra. I Giovani Turchi di Matteo Orfini, presidente Pd nell’era renziana, Matteo Richetti, Graziano Delrio, Debora Serracchiani fino ad arrivare a Tommaso Nannicini, che era stato consigliere economico di Renzi a palazzo Chigi. Ma quello che resta della maggioranza di un tempo punta su Marco Minniti. L’ex premier Matteo Renzi, infatti, si tiene lontano dalla battaglia congressuale, ma i suoi stanno lavorando per sostenere l’ex ministro dell’Interno, tanto che viene confermato a Luca Lotti il ruolo di coordinatore della mozione.

I possibili candidati

Marco Minniti candidato per la maggioranza renziana

Marco Minniti può contare sul 60% dei gruppi parlamentari, su 548 sindaci che hanno sottoscritto la sua candidatura,  e su personalità che hanno avuto un ruolo di primo piano nel Pd in questi ultimi anni. Dalla sua, oltre a Lotti, Minniti ha infatti Lorenzo Guerini, Ettore Rosato e Antonello Giacomelli, solo per citarne alcuni. E per la prima volta in dieci anni di vita del Pd il quadro è movimentato, e il vincitore delle primarie non è scontato. E non è nemmeno scontato che uno dei candidati raggiunga il 51% ai gazebo. Se ciò dovesse accadere, a decidere sarà l’assemblea dei delegati (eletti in modo proporzionale nelle liste a sostegno dei candidati).

Zingaretti, un possibile favorito?

Luca Zingaretti, dunque, si presenta come vincitore della campagna acquisti riguardante le alleanze che porteranno al congresso 2019. Dalla sua nomi di peso e capicorrente. Ma una delle grandi forze della sua candidatura è che il consenso si ramifica sul territorio: è stata infatti sottoscritta da oltre 200 sindaci. Non solo. il nome di Zingaretti arriva a ‘pescare’ anche nella cerchia dei renziani della prima ora. E’ il caso di Rosa Maria Di Giorgi, ex vicepresidente del Senato, o Elisabetta Gualmini, vicepresidente dell’Emilia-Romagna, che da ex ultra-renziane si ritrovano ora dalla parte del Presidente della Regione Lazio.

Maurizio Martina

Sulla sponda di Maurizio Martina sono invece approdati i Giovani Turchi di Orfini. L’ex presidente del Pd, immortalato mentre gioca con con Renzi alla Playstation al Nazareno durante lo spoglio delle regionali 2015, ora gioca un altro match. E insieme a lui c’è Tommaso Nannicini, pezzo da novanta degli anni del renzismo. Matteo Richetti invece porta a Martina anche l’appoggio dei cosidetti ‘renziani non allineati’. Graziano Delrio, capogruppo dem alla Camera, ha lavorato all’operazione. Anche Andrea De Maria, tra i cuperliani, è già della partita, in attesa si pronunci lo stesso Cuperlo.

Altri nomi a sostegno

Nel frattempo, si aspettano nuove possibili nomi a sostegno delle candidature, come ad esempio alcuni presidenti di regione. L’umbra Catiuscia Marini con Minniti, che secondo voci provenienti da ambienti renziani potrebbe contare anche sull’appoggio Vicenzo De Luca e Sergio Chiamparino. Il marchigiano Luca Ceriscioli sostiene già apertamente Zingaretti, che però confida anche sull’appoggio del calabrese Mario Oliverio. Non pervenuta, per ora, alcuna notizia sull’emiliano Stefano Bonaccini. E non è arrivato neanche alcun endorsement da Michele Emiliano.

Per quanto riguarda i sindaci, la ‘gara’ sul numero di firme a sostegno della candidatura l’ha vinta Minniti su Zingaretti. L’ex Ministro dell’Interno può contare su 500 firme contro le 200 per Zingaretti.Anche sul fronte dell’importanza delle città, il confronto tra i due candidati è a favore di Minniti, che viene sostenuto dal sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà; di Bari, Antonio Decaro; di Firenze, Dario Nardella; di Pesaro, Matteo Ricci, di Mantova, Mattia Palazzi; di Ancona, Valeria Mancinelli; di Salerno, Vincenzo Napoli; di Bergamo, Giorgio Gori. Zingaretti può contare sul  solo sindaco di Bologna, Virginio Merola.

Le alleanze alla Camera e al Senato

Frutto delle liste fatte da Renzi segretario, i parlamentari che fanno capo al senatore di Scandicci sono la stragrande maggioranza. E di conseguenza nei gruppi dem, il candidato più forte è Minniti. Su 111 deputati, una sessantina stanno con l’ex ministro. A palazzo Madama su 52 senatori, 30-32 sono con Minniti.

Per Minniti

A Montecitorio schierati con l’ex Ministro dell’Interno ci sono nomi come Maria Elena Boschi, Roger De Menech, Marco Di Maio, Roberto Giachetti, Antonello Giacomelli, Lorenzo Guerini, Luca Lotti, Pietro Navarra, Stefania Pezzopane, Patrizia Prestipino, Ettore Rosato, Ivan Scalfarotto, Andrea Romano, Andrea Rossi e Filippo Sensi. Al Senato invece Minniti può contare sul capogruppo Andrea Marcucci, su Caterina Bini, Simona Malpezzi, Salvatore Margiotta, Eugenio Comincini, Alessandro Alfieri, Luciano D’Alfonso, Valeria Fedeli, Andrea Ferrazzi, Leonardo Grimani.

Il fronte Zingaretti

Il sostegno per Zingaretti alla Camera ha il suo punto di riferimento in Paola de Micheli, ex area Martina ed ex commissario per il terremoto, ora fautrice della mozione. C’è poi l’ex premier Paolo Gentiloni, quindi i deputati di Areadem a partire da Dario Franceschini e Piero Fassino, per citarne solo alcuni. Al Senato con Zingaretti sono schierati Franco Mirabelli, Bruno Astorre, Monica Cirinnà, Antonio Misiani, Anna Maria Parente, l’ex-ministro Roberta Pinotti, e  l’ex capogruppo Luigi Zanda.

A favore di Martina

Maurizio Martina può contare alla Camera sul sostegno del capogruppo Graziano Delrio, Matteo Mauri, Carla Cantone, Luca Rizzo Nervo, Matteo Orfini, Chiara Gribaudo, Debora Serracchiani. Al Senato ci sono Matteo Richetti e Tommaso Nannicini.

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.