Un minuto dal Confine: i terroristi italiani che vogliono tornare in Italia

    Un minuto dal Confine: i terroristi italiani che vogliono tornare in Italia
    UN MINUTO DAL CONFINE

     
     
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    “Sono venuto qua perché c’era Shari’a, perché praticavano Shari’a e perché c’era l’Islam. Io sono venuto qua umanamente. Facevo dei lavori qua, aiutavo la gente che aveva bisogno. Sono stato ferito al cranio. Come tutte le guerre sono state degli sbagli, da parte di tutti quanti. Non sono contento per la situazione che stiamo vivendo qua adesso. Vivevamo tranquilli, però dopo l'”alliazione” ha iniziato a bombardare e ci siamo spostati continuamente. Poi hanno aperto una strada e ci siamo consegnati”.

    Questo è l’appello di Mohamed Koraichi, il foreign fighter, che abbiamo scovato in una prigione curda nel nord est della Siria. Quattro anni fa era partito con la moglie e i figli dalla tranquilla Lecco per arruolarsi nel Califfato.

    È ricercato per terrorismo internazionale, ma adesso fa l’innocente, l’agnellino, dice di non aver fatto nulla, che ha sbagliato e che vuole tornare a casa, in Italia. È giusto riprenderci i jihadisti di casa nostra sottoponendoli a un regolare processo o è meglio lasciarli al loro destino?

    Redazione CiSiamo
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