Caso Weinstein: condannato a 23 anni di carcere per violenza e stupro

Il produttore cinematografico Harvey Weinstein è stato condannato a 23 anni di carcere. La condanna è stata festeggiata dal movimento #metoo, che aveva acceso la miccia dello scandalo.

Harvey Weinstein

Harvey Weinstein, ex produttore cinematografico statunitense, è stato condannato quest’oggi a 23 anni di carcere. I capi di imputazione nei suoi confronti erano 5, ma è stato solo condannato solo per due: stupro di terzo grado e atti sessuali di primo grado.

Weinstein condannato a 23 anni di carcere

Repubblica riporta che il giudice che ha presenziato al processo, James Burke, avrebbe potuto condannarlo da un minimo di 5 a un massimo di 29 anni. Ha deciso per 20 anni di reclusione per l’aggressione sessuale dell’assistente Miriam Hailey e 3 anni per il rapporto sessuale non consensuale con l’aspirante attrice Jessica Mann. Le due pene dovranno essere scontate consecutivamente.

Lo stupro di terzo grado indica rapporti sessuali forzati con una persona che non ha dato chiaramente il proprio consenso, che non è in grado di darlo o se la vittima ha meno di 17 anni: prevede fino a quattro anni di carcere ed è meno grave dello stupro di primo grado, che implica invece minacce, altri tipi di costrizione o gravi lesioni fisiche, e di quello di secondo grado che comporta costrizioni che non raggiungono però il livello di un’offesa di primo grado. Il reato di atti sessuali criminali di primo grado si verifica in caso di rapporti sessuali anali o orali ottenuti con costrizione o se la vittima era fisicamente indifesa: tra i due reati per i quali è stato condannato Weinstein è il più grave.

Weinstein ha scampato il reato di “predatore sessuale”, che gli sarebbe potuto costare l’ergastolo.

La condanna è la vittoria del movimento #metoo

Il processo era cominciato a New York il 6 gennaio a partire dalle accuse di stupro fatte proprio dalle due donne. La sentenza è stata pronunciata in un’aula di tribunale al 15esimo piano della Corte Suprema di Manhattan. In prima fila, ad ascoltare la sentenza, diverse donne che negli anni avevano testimoniato contro di lui. La condanna è stata festeggiata dal movimento #metoo, che aveva acceso la miccia dello “scandalo Weinstein”.