Proteste in Bolivia, polizia contro Morales che denuncia: “Colpo di Stato”

Continuano le proteste in Bolivia, questa volta anche da parte di alcuni agenti di polizia che hanno iniziato a manifestare contro il governo di Morales

Voto in Bolivia, le proteste (Foto, AdnKronos)
Voto in Bolivia, le proteste (Foto, AdnKronos)

Continuano le proteste in Bolivia dopo la rielezione di Evo Morales che ora denuncia un “colpo di Stato“. Un colpo che mette la “democrazia a rischio“, messo in atto da “gruppi violenti che attentano all’ordine costituzionale”. Queste le parole usate dal presidente Morales dopo l'”ammutinamento” di agenti della polizia protestano.

Le proteste in Bolivia

Gli agenti hanno cominciato le proteste contro il governo di Morales in diverse città della Bolivia, tra cui Cochabamba, Sucre, Tarija e Santa Cruz. Il Presidente boliviano ha chiesto però al popolo di “custodire pacificamente la democrazia” per “preservare la pace e la vita come beni supremi al di sopra di qualsiasi interesse politico”.

Da parte della polizia boliviana è arrivato però un chiarimento sulla situazione, indirizzato “alla società civile”. Nella nota viene sottolineato che “gli agenti sono dislocati nelle loro strutture e non ammutinati come segnalano alcuni media” . Inoltre, specifica ancora la nota, “in osservanza della Costituzione svolgerà la sua missione di mantenimento dell’ordine e della pace in tutto il territorio nazionale”.

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