A 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino la Germania è ancora divisa

Il 9 novembre di 30 anni fa cadeva il Muro di Berlino, costruito il 13 agosto 1961, simbolo della divisione di una Città, di una Nazione, di un Continente e simbolo della divisione di tra due mondi diversi.

Caduta del Muro di Berlino
Caduta del Muro di Berlino

Il 9 novembre di 30 anni fa cadeva il Muro di Berlino, costruito il 13 agosto 1961, simbolo della divisione di una Città, di una Nazione, di un Continente e simbolo della divisione di tra due mondi diversi. Da una parte, a Ovest, c’era la Nato, con il suo modo di pensare, con i suoi obbiettivi. Dall’altra, a Est, c’era l’URSS, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, l’altra faccia della medaglia. Due posizioni, due mondi, all’apparenza inconciliabili.

Caduta del Muro di Berlino

Muro di Berlino

Tuttavia il Muro aveva anche un’altro significato: paura. La paura che il mondo fosse sempre a un passo dal baratro, a un passo dal terzo conflitto mondiale. La paura che potesse tornare in qualsiasi momento una nuova guerra, che questa volta, forse, avrebbe spazzato via tutto. E la mezzanotte della fine del mondo stava per scoccare parecchie volte; basti pensare all’episodio che vide protagonista il tenente Stanislav Petrov. Era il 26 settembre del 1983. La terribile Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e l’Urss continuava a imperversare. L’ufficiale, assegnato all’interno del bunker Serpukhov-15, vide a un certo punto sul radar un puntino luminoso che segnalava l’arrivo di un ordigno atomico. Il suo dovere era avvertite il comando centrale, il quale avrebbe risposto lanciando nuovi ordigni atomici. Stanislav Petrov, però, rischiando il tutto per tutto, decise di aspettare, fino a quando fu chiaro che la segnalazione del radar era un errore.

Per tutti questi motivi, e per tanti altri, la caduta del Muro di Berlino del 9 novembre 1989, ha segnato una svolta storica, e cambiato la vita di un intero continente. Ma la sua caduta non ha cancellato tutte le differenze che c’erano tra la Germania Ovest e la Germania Est, come non ha cancellato le differenze tra l’Europa dell’Ovest e quella dell’Est. Ma, sopratutto, non ha cancellato la divisione tra i due Mondi, quello rappresentato dagli Stati Uniti e quello rappresentato dalla Russia.

La Germania ancora divisa in due

Concentriamoci però sul problema più semplice da capire, quello della differenza che c’è ancora nella Germania. Di fatti, questa è una storia che ricorda, a tratti, la storia italiana. La divisione che ancora adesso persiste tra il Nord e il Sud della nostra penisola, e che continua a rimarcarsi anche oggi, assomiglia molto a quella della Germania, con l’unica differenza che quest’ultima è tagliata verticalmente a metà e non orizzontalmente come noi.

Dopo il 9 novembre, la Ddr si trovò costretta a riaprire le frontiere con la Repubblica federale. La riunificazione tedesca avvenne però solo dopo un anno, quando nacquero nuovi länder:  Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Brandeburgo, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia. La Germania orientale era però indietro di 30 anni rispetto alla sua sorella occidentale. Per questo i suoi abitanti pagarono un prezzo molto alto. E lo continuano a pagare anche oggi.

La fuga dall’Est

Tanti tentarono, quando il muro non era stato ancora costruito, di fuggire dalla fame e dalla miseria del regime comunista. Molti ci provarono anche dopo. Si stima che tra il 1961 e il 1989 ci siano stati almeno 140 morti. Tutte persone, uomini, donne e bambini, che avevano tentato di attraversare il confine. E l’emigrazione interna, che non si fermò mai, si incrementò alla caduta del muro. Molti sono partiti per ritornare dai propri parenti. Moltissimi altri, però, sono fuggiti dalla miseria e sono partiti per cercare un lavoro e condizioni di vita migliori.

Lo spopolamento è proseguito per anni, tanto che i länder orientali hanno perso in tutto 2 milioni di cittadini.

L’Ovest più ricco

Dalla caduta del muro sono passati 30 anni. Ancora adesso a Est gli stipendi sono più bassi rispetto a Ovest. La disoccupazione, nei territori un tempo sotto il guinzaglio dell’Urss, rimane molto più alta. Il Pil tedesco vine ancora trainato dall’Ovest. L’arretratezza conclamata dell’Est è stata tale che nel 1991 Helmut Kohl varò la tassa di solidarietà, la cosiddetta Solidaritätszuschlag, per sostenere la rinascita della Germania Est.

In ogni caso, sebbene la strada per l’uguaglianza dei due paesi sia ancora lunga, la caduta del Muro aveva permesso, per la prima volta dopo tre decenni, che i tedeschi si potessero sentire ancoraparte di un unico popolo. E questo è tutt’ora un motore potentissimo.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.