Germania manda militari sul confine, non vuole migranti dall’Italia

Ne avevamo già dato notizia ieri, mercoledì 6 novembre, ma oggi il pugno duro della Germania sui migranti è stato certificato.

Germania chiude i confini ai migranti
Germania chiude i confini ai migranti

Ne avevamo già dato notizia ieri, mercoledì 6 novembre, ma oggi il pugno duro della Germania sui migranti è stato certificato. Il Ministro dell’Interno tedesco ha dichiarato infatti che invierà i servizi segreti e gli agenti di polizia a sorvegliare i confini. “L’obiettivo -riporta Agenzia Nova, – è valutare la sussistenza di possibili rischi di spionaggio o estremismo nel quadro dell’autorizzazione di sicurezza obbligatoria, prerequisito per l’avvio di una procedura di asilo in Germania”.

Germania manda militari sul confine

La Germania è pronta anche a interrogare i migranti in Italia e a Malta. Il Ministro Horst Seehofer ha spiegato che gli interrogatori si baserebbero sul regolamento di Dublino. Gli agenti della BfV e della polizia tedesca sono dunque pronti a presentarsi come impiegati del governo tedesco nei nostri centri di accoglienza. “Impiegheranno per ciascun profugo tra le tre e le quatto ore” di interrogatorio “con alcune pause”.

Inoltre, come già accennato, la Germania sta blindando i suoi confini. La polizia federale tedesca, come riporta Il Giornale, ha ricevuto l’ordine di effettuare più controlli alle frontiere per fermare i clandestini che vogliono tentare di entrare nel Paese violando le regole sull’immigrazione. L’annuncio è stato dato anche dallo stesso Ministro dell’Interno: “La polizia federale condurrà controlli flessibili a tutte le frontiere tedesche”.

Infine si ha notizia che l’ufficio federale per la protezione della Costituzione respinge sempre più richieste di asilo avanzate dai migranti sbarcati in Italia e a Malta.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.