Dal dito medio a Trump, alla politica in Virginia: la strana storia di Juli Briskman

La politica che dà una seconda occasione. È finita sulla bocca di tutti, negli Stati Uniti, la storia di Juli Briskman, la donna della Virginia diventata famosa grazie a una foto, condivisa in modo virale sui social, nella quale indirizzava dalla sua bicicletta un dito medio all’auto presidenziale di Donald Trump, nell’ottobre del 2017. Per quel gesto, Briskman perse il suo lavoro come marketing analyst per una società che lavora con il governo federale, Akima.

Ma due anni dopo quello scatto, che ha portato anche alla creazione di un profilo Twitter, è arrivata la redenzione: nella tornata elettorale di martedì, Briskam è stata votata dai cittadini del suo distretto in Virginia come supervisor del board della Loudoun County, in Virginia. Un distretto che comprende, tra le altre cose, una proprietà di Donald Trump.

Politica salva-vita

“Non ne potevo più di rimanere seduta a mangiarmi le unghie nel guardare Rachel (Maddow, conosciuta giornalista televisiva di MSNBC, ndr) e Anderson (Cooper, famoso anchor di CNN, ndr). Dovevo fare qualcosa. E l’ho fatto”.

Il giorno in cui Juli Briskman è diventata famosa in tutto il mondo per quel dito medio è stato anche il giorno in cui la sua vita è cambiata. Una manciata di ore dopo il licenziamento dalla sua società, Briskman ha deciso di lavorare per le polling stations, le stazioni dove vengono rielaborati i sondaggi e i risultati delle elezioni, del suo Stato. Era il 2017 e andò benissimo, allora, per i Dem: Ralph Northam venne eletto governatore, Justin Fairfax vicegovernatore, Mark Herring procuratore generale.

Una seconda chance ora è arrivata anche per Briskman. “Quando feci quel dito medio ero semplicemente arrabbiata”, ricorda. “Ho pensato: ‘Quest’uomo sta andando a giocare a golf nel suo campo, di nuovo, mentre ci sono così tante cose da fare nel Paese’”. Quel dito medio, nel suo distretto, l’ha aiutata a crearsi un nome.

n questi due anni Briskman ha iniziato a essere fermata in strada dai passanti e conosciuta dalla comunità. E così i Dem in Virginia hanno deciso di cavalcare l’onda e di scegliere proprio lei contro la candidata repubblicana uscente, Suzanne Volpe.

Redenzione blu

La strategia ha funzionato. Nonostante Suzanne Volpe avesse già alle spalle due mandati e fosse molto più conosciuta sul territorio, l’effetto “middle finger” ha portato molti voti alla neofita Briskman. Che si è imposta con il 52% nel suo distretto, in una tornata elettorale che ha visto il rinnovo della Camera e del Senato della Virginia, finiti entrambi nelle mani dei Dem.

Tra gli errori di Volpe, sicuramente quello di dare per scontata la sua rielezione e di non rispondere, è successo più di una volta, alle domande e alle richieste di intervista delle testate e delle emittenti locali, come il Londoun Times.

Ora a sedersi su quel seggio è Briskman, che ha utilizzato l’aneddoto del dito medio a corrente alternata, durante la sua campagna elettorale: moderatamente sui social, quasi mai di persona. Per questo ha impostato la sua agenda da candidata sulla protezione dell’ambiente, sul supporto alla working class, bussando centinaia di porte e attraendo il voto di insegnanti e vigili del fuoco.

Trump da supervisionare

“Loundon merita trasparenza nelle istituzioni, fondi nelle scuole e soluzioni intelligenti per la crescita”, aveva twittato Briskman lanciando il suo impegno elettorale nel settembre 2018. Adesso che quell’impegno elettorale lo ha vinto, suo compito sarà quello di supervisionare una proprietà di Trump, 800 acri di campi da golf, situati nel distretto che ora rappresenta e nel quale è diventata famosa.

“Non mi aspetto arrivi molto materiale sulla mia scrivania per quanto riguarda questo fronte”, ha precisato Briskman. “Ma, certo, questa cosa un po’ mi diverte”.

Davide Mamone
Nato a Milano, giornalista pubblicista, Davide Mamone vive e lavora a New York, dove è collaboratore del quotidiano milanese Mi-Tomorrow. I suoi reportage dall’America sono stati pubblicati su 7 Corriere, L'Espresso e InsideOver - Il Giornale. Appassionato di politica nazionale e internazionale, si occupa anche di diritti umani e scrive dall'ONU. Di origini palermitane, sogna la California.