Approvata risoluzione per impeachment di Trump: “A rischio Democrazia”

Oggi, giovedì 31 ottobre, è stata approvata con 232 voti a favore la risoluzione per l'impeachment di Donald Trump presentata alla Camera.

Approvata risoluzione per impeachment di Trump
Impeachment di Trump

Oggi, giovedì 31 ottobre, è stata approvata con 232 voti a favore la risoluzione per l’impeachment di Donald Trump presentata alla Camera. I voti contrari sono stati 196, ma nessun deputato repubblicano, come riporta l’Adnkronos, ha appoggiato la risoluzione che avvierà una nuova fase dell’inchiesta di impeachment. Anche due democratici hanno votato contro la procedura.

Approvata risoluzione per impeachment di Trump

Non si è fatta attendare la reazione della Casa Bianca. “Il presidente – dichiara la portavoce Stephanie Grisham – non ha fatto nulla di sbagliato. I democratici lo sanno. La sfrenata ossessione di Nancy Pelosi e dei democratici con questa procedura illegittima di impeachment non colpisce il presidente Trump. Colpisce il popolo americano,

Di tutt’altro parere la speaker della Camere Nancy Pelosi: “C’è gioco la nostra democrazia. Quando abbiamo un presidente che dice che l’articolo II della Costituzione dice che ‘io posso fare quello che voglio’, questa è una sfida alla separazione dei poteri, non è quello che dice la Costituzione così che cose è in gioco? E’ la democrazia. Per che cosa stiamo combattendo? Per difendere la nostra democrazia per il popolo”.

Infine è intervenuto il capo della commissione Intelligence, Adam Schiff: “L’avvio di una nuova fase di questa inchiesta, una in cui il popolo americano potrà ascoltare direttamente i testimoni”.

Il commento di Trump

Per il Presidente americano la vicenda è “la più grande caccia alle streghe della storia americana!”. La scelta è stata per lui “ingiusta, incostituzionale e antiamericana. Quella dei democratici è una folle ossessione”.

Questa è la terza volta nella storia degli Stati Uniti che viene avviata la procedura dell’impeachment. Prima di oggi si sono registrati solo due casi: Richard Nixon nel 1974, per il Watergate, e Bill Clinton nel 1998, per il caso Monica Lewinsky.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.