Proteste in Cile: sono 11 i morti negli scontri

Sale a 11 il numero delle vittime delle proteste in Cile nel weekend tra il 19 e il 20 ottobre, proteste che vanno avanti già da qualche giorno

Proteste in Cile, sale a dieci il numero delle vittime
Proteste in Cile, sale a 11 il numero delle vittime (foto Youtube)

E’ di 11 morti il bilancio delle vittime delle proteste in Cile, scatenatesi la scorsa settimaana a causa dell’aumento del prezzo dei biglietti dei mezzi pubblici. Le proteste hanno visto uinfatti un’escalation di violenze, negli ultimi giorni, in particolare a Santiago. Qui, tra il 19 e il 20 ottobre è stato imposto il coprifuoco, e annunciato lo stato di emergenza. E’ la pima volta che accade, dopo la fine della dittatura di Pinochet nel 1990.

Nonostante la presenza di militari e polizia nelle strade, e i 1500 circa arresti, le proteste sono andate a avanti, con saccheggi nei negozi della città. Non solo a Santiago, dove le manifestazione sono continuate anche oltre il coprifuoco, ma anche in grandi città come  Valparaíso, Coquimbo e Biobío.

Le proteste in Cile

Il pretesto per l’inizio delle proteste è stato l’aumento dei biglietti dei mezzi pubblici, saliti fino al costo di 831 pesos cileni. Tuttavia, solo venerdì 18 le proteste erano diventate particolarente violente. A dare il via agli scontri sono stati per lo più studenti universitari, che hanno devastato molte stazioni della metropolitana a Santiago, incendiando e ribaltando automobili. Già venerdì sera il Presidente cileno Sebastian Piñera aveva dichiarato lo stato di emergenza. In questo modo, ha concesso poteri straordinari alla polizia e all’esercito. Incaricato di gestire le operazioni è stato il generale Javier Iturriaga, ma per questa decisione Piñera è stato ampiamente criticato.

Redazione CiSiamo
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