Il Kurdistan iracheno avverte: “L’intervento turco può far rinascere l’Isis”

A sostenerlo è il governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, con un comunicato ripreso da alcuni media locali. Per loro, esiste anche il rischio di un esodo di massa dei civili.

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Un’eventuale offensiva turca nel Nord-est della Siria, secondo i curdi iracheni, potrebbe favorire il ritorno dell’Isis e un esodo di massa da parte dei civili. Lo sostiene il governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, il cui comunicato è stato ripreso nelle scorse ore dalla Tv satellitare Rudaw. 

In seguito all’annuncio del presidente americano Donald Trump, che aveva parlato apertamente della possibilità di ritirare le truppe statunitensi, la Turchia ha minacciato un intervento militare nel nord-est della Siria, con l’obiettivo di neutralizzare le forze curde dell’Ypg (Unità di Difesa del Popolo), che Ankara continua a considerare “terroristi”.

La regione ospita 1.1 milioni di profughi

“Il governo delle regione del Kurdistan esprime profonda preoccupazione riguardo la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dalla zona di sicurezza nel nord-est siriano e le notizie di una probabile operazione militare turca. La regione del Kurdistan ha fatto grandi sacrifici nella campagna per sconfiggere l’Isis e attualmente ospita 1,1 milioni di profughi, gran parte dei quali fuggiti dal conflitto con i jihadistii ed è responsabilità della comunità internazionale evitare che si ripeta”, afferma il governo del Kurdistan iracheno. 

Riccardo Intini
Dal 2012 scrive regolarmente per giornali locali, nazionali e internazionali. E' giornalista pubblicista dal 2016. Dal 2014 in poi ha lavorato anche negli uffici stampa di alcuni politici di Milano, interessandosi sin da subito al multiforme mondo della comunicazione. Ha una grande passione per la letteratura, ma anche per la storia culturale dell'Asia Centrale e dell'Estremo Oriente.