Strage in Siria a Idlib, la posizione dell’Onu: «Crimini contro l’umanità»

Ennesima strage in Siria, a Idlib, e ferma opposizione da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Centinaia i morti registrati negli ultimi giorni.

Strage in Siria a Idlib, centinaia i morti in pochi giorni
Strage in Siria a Idlib, centinaia i morti in pochi giorni (foto repertorio AdnKronos)

L’Onu lancia l’allarme stragi in Siria, l’ennesimo. Secondo un alto funzionario delle Nazioni Unite sono più di 100 le persone morte nei raid aerei degli ultimi 10 giorni su ospedali, scuole, mercati e panetterie nella Siria nord-occidentale. Di essi, 26 sono bambini. Anzi, erano bambini. Secondo la responsabile dei diritti umani Michelle Bachelet gli attacchi sono da attribuire alla nuova escalation di violenza incontrollata all’interno delle aree controllate dai ribelli, ma con un dato etico che lascia di sasso: quegli attacchi ormai avvengono “nell’apparente indifferenza della comunità internazionale”.

Strage in Siria, la grave situazione a Idlib

La regione di Idlib è da tempo in tacca di mira delle forze armate governative siriane e di quelle alleate russe, ma entrambi i paesi hanno “negato di aver preso di mira obiettivi civili negli attacchi aerei” (Fonte BBC). Dal canto suo la Bachelet ha parlato senza mezzi termini ai giornalisti di totale “fallimento della leadership da parte delle nazioni più potenti del mondo. Il crescente bilancio delle vittime di Idlib è stato accolto con una scrollata di spalle collettiva e il conflitto è uscito dal radar dell’attenzione internazionale, il tutto con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite paralizzato.

“A me pare davvero improbabile – ha poi incalzato la funzionaria del Palazzo di Vetro a New York – che gli obiettivi civili siano stati accidentali. Stiano attenti coloro che li eseguono: potrebbero essere accusati di crimini di guerra”.

Altissima la tensione

La provincia di Idlib, insieme al nord della provincia di Hama e della provincia occidentale di Aleppo, è una delle ultime roccaforti dell’opposizione in Siria dopo otto anni di guerra civile. Si di essa, ma solo su carta, penderebbero gli effetti legali di una tregua mediata a settembre dalla Russia e dalla Turchia, controparte acclarata e sostenitrice dell’opposizione, una tregua che nelle intenzioni doveva risparmiare a 2,7 milioni di civili gli orrori di una guerra ormai senza controllo. Non è stato così. Non è mai stato così.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.