Teste cucite su altri corpi, scoperto un laboratorio horror in Arizona

Un laboratorio horror è stato scoperto in Arizona. Ritrovamenti macabri con corpi smembrati e assemblati su altri cadaveri.

Laboratorio horror in Arizona
Laboratorio horror in Arizona (foto repertorio AdnKronos)

La “Casa di Jack esiste” davvero ed è a Phoenix: spaventoso il laboratorio horror scoperto in Arizona. Un laboratorio degli orrori, con parti mozzate di corpi umani, orribili patchwork di pezzi di persone ricuciti addosso a cadaveri di altre ed una cella frigo piena di genitali maschili. L’agghiacciante scoperta è stata fatta dagli agenti del Fbi all’interno di un laboratorio scientifico che, secondo i sospetti diventati ormai certezza, operava sui cadaveri in maniera creativa senza l’autorizzazione dei congiunti.

Laboratorio horror in Arizona

E davvero nessuno avrebbe mai potuto concedere l’autorizzazione a ché, ad esempio, un corpo di uomo si vedesse attaccata la testa di una ragazzina. Oppure che quei corpi venissero smembrati con una motosega, secondo la più truculenta tradizione horror che credevamo relegata al mondo della celluloide. Il centro finito nell’occhio del ciclone è il Biological Resource Center di Phoenix. Nei suoi confronti le attenzioni degli inquirenti si erano concentrate dopo otto esposti di altrettante famiglie.

Le indagini al via nel 2014

L’indagine è di cinque anni fa, nel 2014, ma esigenze procedurali hanno portato gli uffici di Quantico a dare solo in queste ore il nulla osta alla diffusione degli elementi di prova raccolti dopo le denunce dei donatori. Secondo quanto riportato dai verbali in quei locali sarebbero stati trovati “un secchio pieno di teste, gambe e braccia”.

Successivamente “teste in avanzato stato di decomposizione ed infettate da agenti patogeni”. E ancora, secondo il Messaggero, un “dispositivo di raffreddamento pieno di genitali maschili”, per chiudere con un orripilante totem alla Frankenstein. “La testa decapitata di una piccola donna che era stata cucita sul corpo di un uomo appeso a una parete”.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.