Candidato Usa rifiuta un’intervista in camper con una giornalista donna: “Sarei ricattabile”

Il candidato Usa Robert Foster ha rifiutato l'offerta di una giornalista di seguirlo nella campagna elettorale perché donna

Robert Foster
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Questo è il mio camion, e nel mio camion seguiamo le mie regole”. Lo ha detto alla CNN Robert Foster, 40enne candidato governatore del Mississippi che ha fermamente declinato la proposta di una giornalista di seguire la sua campagna in caravan per 15 ore di seguito. Foster è stato chiarissimo. O con la giornalista Larrison Campbell, che si era offerta di confezionare il reportage, sul mezzo ci saliva anche un uomo o della cosa non se ne sarebbe fatto nulla.

Il motivo del rifiuto

Quasi inutile dirlo, negli Usa è immediatamente scoppiata una buriana sessista di quelle da spostare i palazzi di Manhattan. Ma Foster tira dritto e non demorde e, a far la tara al suo quaccherismo di facciata, un po’ va capito. Dietro la decisione del candidato governatore di “incarognirsi” sulla scelta di affiancare un maschietto alla reporter infatti non c’è solo la dedizione tutta Wasp e familiare alla sua devota moglie, argomentazione che l’uomo ha espresso senza mezzi termini, ma anche la constatazione di un dato che, negli Usa, fa scuola da sempre, fa scuola e scrive la storia. I sex gate sono da sempre l’arma più potente con cui far fuori gli aspiranti politici stelle e strisce e la prospettiva anche solo di alimentare un refolo di pettegolezzo su quella “reclusione on the road” ha fatto alzare le antenne del candidato, antenne un filino paranoiche, lo ammettiamo, ma che porteranno comunque acqua al suo mulino anche solo per semplice effetto “inverso”, a considerare il tipo di elettorato che l’uomo ha messo in tacca di mira.

Foster è stato cauto nell’esternare le motivazioni ed ha avuto cura di non calpestare il terreno pericolosissimo dell’accusatio non petita, excusatio manifesta. Secondo la BBC infatti, il candidato governatore si è limitato a “citare la sua religione e la sua fede, sostenendo di aver fatto voto alla moglie di non essere solo con qualcuno dell’altro sesso”. Ha poi “citato il defunto evangelista cristiano Billy Graham, che aveva detto che non avrebbe trascorso del tempo da solo con nessuna donna che non fosse sua moglie, così come il vicepresidente Mike Pence, che ha detto che non mangerebbe da solo con una donna diversa dalla sua moglie”.

Cosa ha detto il candidato

Foster, che sta cercando evidentemente grip d’urna nell’elettorato più conservatore e retrogrado, ha anche affermato senza mezzi termini che “dopo il movimento #MeToo, gli uomini sono sotto attacco. Non  permetterò di essere messo in una situazione in cui potenzialmente una donna possa accusarmi senza che nessun altro sia presente”. Il messaggio è chiaro. Nessuno mette le mani avanti in quanto a moralità e scopi della giornalista, ma ci sono elementi concreti che mi portano a pensare che altri possa farlo, rovinandomi matrimonio, immagine e soprattutto campagna elettorale come è successo un po’ a tutti, anche ai migliori, da Kennedy a Clinton passando per Gary Hart e Trump.

Il parere della giornalista

Non è dello stesso parere la Campbell, che ha intervistato numerose volte il signor Foster ed ha definito questa sua decisione “sessista. Quello che il signor Foster sostiene è che io, prima di essere una giornalista, sono un oggetto di attenzioni sessuali. Come farà il signor Foster se, posto che venga eletto, un giorno dovesse restare solo per esigenze di mandato con una donna in ufficio?”. L’America, paese chimerico dove libertà ed ipocrisia sono da sempre affratellate, è come sempre divisa, divisa,  sui suoi stessi, eterni ed infantilissimi fantasmi.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.