Attacco hacker alla Nasa con un computer per bambini

La Nasa messa in crisi da… un lampone. Proprio così, "Lampone", si chiama infatti il computer per bambini con il quale è stato condotto l'attacco.

Computer per bambini
Computer per bambini

La Nasa messa in crisi da… un lampone. Proprio così, “Lampone”, si chiama infatti il computer per bambini con il quale in queste ore è stato condotto un attacco hacker devastante al Jet Propulsion Laboratory dell’Agenzia Spaziale statunitense, con 500 megabyte di dati rubati, fra cui due file della missione Mars Science Laboratory, che gestisce il rover Curiosity su Marte e i files secretati per la limitazione del traffico internazionale di armi.

Attacco hacker alla Nasa

La cyber cavalcata degli ignoti cavalieri del web pirata risale a un anno fa ma solo in queste ore, nell’ambito delle operazioni di routering dei sistemi, i tecnici si sono accorti del furto. Un aggiornamento non partiva et voilà, il “buco” è stato scoperto, con conseguente avvio di un’indagine che avrà lo scopo precipuo di capire se l’attacco è stato dall’interno o dall’esterno. Secondo le agenzie “gli hacker hanno bucato il sistema della Nasa utilizzando un minicomputer da 35 dollari, il Raspberry PI”.

Si tratta di un minicomputer per bambini neanche tanto moderno, visto che il suo progetto risale al 2012, roba quasi mesozoica a contare la velocità di evoluzione dei soli hardware. Secondo il sito Techxplore “l’hacker ha usato il piccolo dispositivo che si collega a televisori domestici e viene utilizzato principalmente per insegnare la codifica ai bambini e promuovere l’informatica nei paesi in via di sviluppo”.

Fra i dati violati anche alcune delicate info sul regolamento internazionale sul traffico di armi e sulle limitazioni all’esportazione delle tecnologie militari e di difesa statunitensi. Il pericolo paventato è che gli hacker possano mettersi di traverso alle missioni spaziali, quelle in cui un solo default può provocare una catastrofe. In un rapporto ufficiale la Nasa avvisa che “per precauzione ha temporaneamente disconnesso diversi sistemi relativi al volo spaziale dalla rete Jpl e che sono stati installati sistemi di monitoraggio aggiuntivi”. In più, i vertici dell’Agenzia spaziale stanno “riesaminando gli accordi di accesso alla rete con i suoi partner esterni”.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.