Studentesse rapite in Ghana: liberate dalle forze speciali

Le due studentesse rapite in Ghana la sera del 4 giugno 2019 sono state liberate da un blitz delle forze speciali del Paese

Studentesse rapite in Ghana liberate dalle forze speciali
Studentesse rapite in Ghana liberate dalle forze speciali
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Le forze speciali del Ghana hanno liberato con un blitz le due ragazze canadesi rapite una settimana fa in una lounge turistica di Kumasi, la seconda città più grande dello stato africano, a circa 250 km dalla capitale Accra.

Studentesse rapite in Ghana, l’operazione delle forze speciali

Una nota del governo a firma del ministro dell’Informazione, Kojio Oppong Nkrumah, spiega che “nelle prime ore della mattina le Forze nazionali di sicurezza hanno portato a termine con successo un’operazione che ha permesso di liberare le due ragazze rapite”. Le due ragazze erano state prelevate con la forza da un golf club in cui sostavano. Si tratta di due studentesse di 19 e 20 anni iscritte all’Università tecnica di Kumasi.

Sequestri su grande scala

Erano state sequestrate, verosimilmente a scopo di riscatto, la sera del 4 giugno. Secondo fonti della polizia le due lavoravano per la ong canadese Youth Challenge International. Il loro rapimento sarebbe rientrato in una vera campagna di sequestri su grande scala, a scopo di riscatto, a cui il governo di Accra aveva messo argine anche con azioni clamorose. Fra di esse anche l’arresto del presidente del più grande partito di opposizione, Samuel Ofosu-Ampofo, leader del Congresso Nazionale Democratico (Ndc), sospettato secondo un report del servizi ghanesi di essere “legato a vari rapimenti”. Viva soddisfazione è stata espressa dal presidente Nana Akufo.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.