Merkel spia della Stasi, cosa c’è di vero nelle teorie complottiste?

Una teoria complottista che rimbalza sul Web da anni vede la cancelliera tedesca Angela Merkel come una ex spia della Stasi.

Angela Merkel spia della Stasi
Angela Merkel spia della Stasi
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Una teoria complottista che rimbalza sul Web da anni vede la cancelliera tedesca Angela Merkel come una ex spia della Stasi. La Stasi era la principale organizzazione di spionaggio della Repubblica Democratica Tedesca, la Germania dell’Est, per intenderci. Ora, si sa, su internet le teorie complottistiche nascono come funghi e si riproducono molto velocemente. Per capirlo basterebbe vedere l’enorme diffusione delle teorie sulla terra piatta. Sono molti, infatti, i siti di fake news che riprendono da tempo la teoria che vede la Merkel come una sorta di agente segreto della Stasi. Ma cosa c’è di vero?

Merkel spia della Stasi

Angela Merkel, con il nome in codice “Erika”, era veramente una spia della Stasi? Per provare a fare luce sulla vicenda, è intervento l’ex direttore del memoriale del carcere della Stasi di Hohenschoenhausen, Hubertus Knabe. Il suo intervento ha confutato parecchie idiozie figlie del Web, però ha sollevato anche qualche dubbio.

Come riporta il Corriere della Sera, Knabe ha dichiarato che a oggi non esistono documenti che menzionino la Merkel come “informatrice informale”. Tuttavia, continua Knabe, “questo non significa che quei documenti non siano mai esistiti”. Infatti, dopo la caduta del Muro di Berlino del 1989, la Stasi distrusse un’enorme quantità di carte, prima di vedersi i propri uffici invasi da una folla in rivolta. Le carte mandate al macero sarebbero state circa 15mila, ed è impossibile stabilire che informazioni contenessero.

Angela Merkel

La Merkel stessa ha raccontato che, quando era giovane, la Stasi aveva tentato di reclutarla. E qui già si apre un questione che fa gola a molti avversari della cancelliera. Infatti, difficilmente la Stasi avrebbe tentanto di reclutare qualcuno le cui idee politiche sarebbero state avverse alla visione della Stasi stessa. In altre parole, la Stasi pensava che della Merkel ci si potesse fidare. “Queste proposte non venivano fatte a caso”, osserva Knabe. Ma “bisognava avere qualità personali e politico-ideologiche”. 

Il tutto successe al Politecnico di Ilmenau, dopo un convegno di studi. In ogni caso, Angela Merkel avrebbe rifiutato la proposta. Ma adesso veniamo al secondo problema. La scheda della cancelliera può essere vista solo da lei stessa. Questa è una regola generale: negli archivi si può solo visionare la propria scheda. Dunque, continua Knabe, quel momento resta un “buco nero”. Inoltre, Knabe non manca di osservare che “spetterebbe a lei fare luce sul suo passato”.

Tra fake e verità

Una delle accuse che si trova spesso nelle fake news è che la Merkel avrebbe viaggiato tante volte all’estero, tra cui due volte in Germania Ovest. Questi erano privilegi riservati a pochi, praticamente solo ai fedelissimi del regime. Tuttavia, ricorda Knabe, i viaggi sotto accusa coincidono con vari momenti particolari. Quindi “non si può assolutamente dedurre l’appartenenza alla Stasi”.

In particolare sotto accusa c’è il viaggio in Polonia nel 1981. Al ritorno le trovarono addosso dei voltanti di Solidarnosc, il sindacato anticomunista di Lech Walesa. Perché non le successe nulla? Knabe lo spiega. La Merkel era in visita ufficiale con il dipartimento della sua università e perché era un membro della Fdj, della Gioventù comunista.

Per quanto riguarda il suo nome di copertura, Erika, questa dovrebbe essere certamente una bufala. Il tutto sarebbe nato da un romanzo su di lei scritto da una ex spia. Eppure la protagonista di quel romanzo, una scienziata alle prese col dottorato, non si chiamava Erika, ma Renate.

Merkel spia Stasi, la visita a un dissidente

Nel 2005 emerse una foto della Merkel trovata da un reporter negli atti relativi alla sorveglianza di un noto dissidente, Robert Havemann. La futura cancelliera in effetti andò a trovare il dissidente, per spiarlo, secondo i complottisti. Tuttavia la foto non era della Stasi, ma della patente di guida. Inoltre, lo stesso Knabe ha dichiarato che è “improbabile che i servizi segreti avessero impiegato una 25enne per una missione così importante“. Resta solo un dubbio, se la Merkel era andata a trovare il dissidente e la Stasi lo sapeva, come mai non le è successo nulla?

Frei Deutsche Jugend

La Merkel infine ha avuto un ruolo nella Frei Deutsche Jugend, l’organizzazione giovanile del regime comunista. La cancelliera non ha mai dato peso ha questo ruolo: “Ci stavo volentieri per opportunismo”. Questa, secondo Knabe, è una “descrizione che suona eufemistica, la FDJ era un’organizzazione fortemente ideologizzata”.

In conclusione non esistono prove che documentino che la Merkel abbia lavorato per la Stasi. Tuttavia alla cancelliera “si può rimproverare il fatto di non parlare in modo aperto del suo passato nella Ddr”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.