Crisi in Venezuela: è guerra tra gli ambasciatori maduristi e di Guaidò

Crisi in Venezuela: è guerra tra gli ambasciatori di Nicolas Maduro e di Juan Guaidò a colpi di dossier e accuse di frode

Juan Guaidò
Crisi in Venezuela: è guerra tra gli ambasciatori di Nicolas Maduro e di Juan Guaidò a colpi di dossier e accuse di frode

Juan Guaidò attacca al fianchi Nicolas Maduro e, nella laboriosa lotta per la supremazia politica in Venezuela, sferra il suo colpo: i diplomatico venezuelani accreditato negli Usa, fedeli a Guaidò, hanno accusato il loro collega all’Onu, Samuel Moncada, fedelissimo di Maduro, di aver intascato somme enormi in maniera illegale.

L’accusa

Moncada è stato accusato di aver eseguito “transazioni fraudolente” per 250mila dollari, su un totale di quasi un milione di operazioni bancarie irregolari fatte da rappresentanti del governo di Maduro effettuate in momenti e circostanze che non ne legittimavano più alcuna azione economica. Dietro la vicenda c’è il lungo e laborioso braccio di ferro fra i due leader, con il “guarimbero” Guaidò che, a fine aprile, aveva perso il treno della rivolta popolare spontanea (più o meno) e armata (si sperava) contro il presidente chavista.

Il dossier

Guaidó aveva infatti nominato Carlos Vecchio come suo ambasciatore, ma Guaidó non ha il riconoscimento delle Nazioni Unite, dove Maduro mantiene la sua delegazione diplomatica capeggiata da Moncada. Il dossier che la missione di Vecchio ha inviato all’Assemblea nazionale a Caracas riferisce di operazioni in conti bancari della Repubblica Bolivariana del Venezuela negli Stati Uniti per un importo di 935.366.95 dollari, transazioni effettuate fatte dai rappresentanti di Maduro dal 25 gennaio a il 19 febbraio.

Di questo importo– sostiene il report interno – 250.000 dollari sono stati trasferiti fraudolentemente sui conti bancari della Missione venezuelana all’ONU, di cui il regime usurpatore ha ancora il controllo, gestito da Samuel Moncada”. Il sugo sarebbe che all’epoca delle transazioni incriminate i rappresentanti diplomatici di Maduro avevano già perso il diritto e la titolarità per effettuarle, dato che non erano più rappresentanti diplomatici del Venezuela e in virtù del fatto che il paese già non era più riconducibile alla guida legittima di Maduro che li aveva nominati.