In Europa si muore di fame e le istituzioni latitano

I dati non sono incoraggianti ma le istituzioni europee latitano sulla questione relativa alla mortalità causata dalla fame in Europa.

Morire di fame in Europa
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In Europa si può morire di fame! Nell’indifferente assenza delle istituzioni. Altro che “stronzate”. Tre donne sole. Una madre, due gemelle ormai adolescenti, certo con qualche problema di testa, certo incapaci di darsi da fare, ma anche loro cittadine d’Europa.

La situazione della fame in Europa

La civilissima Europa, la culla più avanzata della civiltà e della cultura occidentale, cresciuta da 2000 anni sugli insegnamenti dei duemila anni di pensiero, di umanità, di medicina e della religione del cristianesimo. Ma le hanno trovate morte, in casa loro una casa popolare assegnata “dall’Autorità”. “Ritrovate”, in quella condizione, quando qualcuno s’è forse reso conto di ripetute mancate presenze negli uffici dei sevizi, e quando i vicini di condominio hanno sentito odore di morte. Il medico legale ha rivelato l’esecuzione di una condanna: la più crudele, la più atroce, la più feroce, la più arcaica. Inflitta senza colpa a tre innocenti.

Non da un giudice o da un’assise giudicante, ma dall’inettitudine, dall’incapacità d’agire, dall’indifferenza. Non c’era stato nessuno, prima, in quella casa, nessun agente, nessun medico, nessun assistente sociale che quella precarietà conosceva, nessun prete, non volontari, non ong, nessuna istituzione, né civile, né sociale, né sanitaria, né religiosa, in nome di una vera solidarietà, troppo sbandierata sul mare Mediterraneo, ma poi molto carente in terra continentale.

L’indifferenza delle istituzioni

Un dramma, doloroso e colpevole: i tre corpi sono stati “ritrovati” solo dopo oltre cinquanta giorni dal fatto, tre vite spente, dalla sete, dall’inedia, dall’assenza della volontà di sopravvivenza. Ma soprattutto dall’inerzia incosciente di chi sapeva, rea di tre omicidi “di Stato”, che le regole avanzate della società civile, e le sue Leggi, se applicate, avrebbero dovuto e potuto evitare.

Al tempo andato dell’Imperatore qualcuno avrebbe pagato per questo comportamento distratto e delittuoso. Nell’Europa moderna, gonfia dei diritti dei popoli, e di norme cavillose e soffocanti, le persone sono sole. Sole di fronte ai piccoli problemi quotidiani del vivere di ogni giorno. Gli “eletti”, e non solo in senso elettorale, sono distanti, lontani, arroccati negli uffici vetrati e luminosi, seduti alle scrivanie coperte di carte e progetti per dare una vita sempre migliore a cinquecento milioni di cittadini senza mai più armi, uniti in un nuovo ideale di pace prospera e felice. Intanto tre donne, sole, lasciate al degrado e all’inedia dall’indifferenza senza appello, muoiono. Di fame.

Cosa non va

La Polizia, dopo l’autopsia che ha stabilito l’infame causa della fine, ha dichiarato che “sembra si sia trattato di un atto voluto”. Poi i responsabili comunali dei servizi sociali di Vienna, non del Burkina Faso, hanno ribadito che quelle ragazze con “difficoltà d’apprendimento”, un tempo seguite, erano state da loro giudicate non bisognose d’aiuto e che, nonostante la riscontrata assenza di impegno, una volta concluso il loro tempo d’obbligo scolastico erano state “perse di vista”. No comment!

Ennio Testa
Nel mezzo del cammin di… sua ottava decade, e non sentirsela addossol, dopo averne viste, sentite, vissute, lette e meditate di tutti i colori, di luce e di buio. Nato e vissuto a Roma, la città del cuore, di cui ama persino i “sanpietrini”, con ascendenze e attiva tradizione milanese, trasferito poi nelle terre etrusche altrettanto amate. Libero e vagabondo ha calpestato e conosciuto le vie di tutta l’Italia e della mezza Europa dove l’impegno l’ha portato, sommando esperienza e saperi che oggi l’aiutano a scrivere.