Legge choc: l’Alabama vieta l’aborto, anche in caso di stupro

L'Alabama ha inteso promulgare una legge per vietare l'aborto, anche in caso di stupro. Il provvedimento ha scatenato non poche polemiche.

Alabama, vietato l'aborto nello Stato (anche in caso di stupro)
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Alabama a rischio retromarcia sociale: approvato un disegno di legge che dichiara l’aborto illegale nell’intero stato. Si tratta in assoluto della legge più severa di tutti gli Usa sul tema. Il Senato statale ha comunque approvato la legge con 25 voti contro sei, respingendo perfino la non applicabilità in caso di stupro o incesto. La pappa passa ora al governatore repubblicano Kay Ivey.  

Il provvedimento che tanto fa discutere in Alabama

Ivey tiene in queste ore tutti sulla corda, a dire il vero il mondo intero, vista la delicatezza del tema. Sono comunque note, come conferma la BBC, le sue posizioni anti abortiste. Sul piatto ci sono anche le pressioni degli attivisti e delle associazioni, che sperano molto in un “duello” con la famosa sentenza della Corte Suprema del 1973 che ha legalizzato l’aborto in tutti gli Stati Uniti.

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Secondo il clamoroso disegno di legge comunque “l’aborto sarebbe permesso in determinate circostanze e solo per salvaguardare la salute della madre”. Durissime le reazioni. L’Organizzazione nazionale per le donne ha definito il divieto “incostituzionale” e ha affermato che si tratta di “un evidente piano per aumentare il sostegno politico ai candidati anti-aborto alle prossime elezioni”.

Cosa prevede la legge

Stacy Fox, di Planned Parenthood Southeast Advocates, ha definito la decisione “un giorno oscuro per le donne in Alabama e in tutto il paese”. In una dichiarazione ha detto che i politici dell’Alabama “vivrebbero per sempre nella più assoluta infamia per questo voto. Noi faremo in modo che ogni donna sappia chi deve essere ritenuto responsabile”. Il legislatore repubblicano Terry Collins, sponsor della legislazione, ha dichiarato: “Il nostro disegno di legge dice che il bambino nell’utero è una persona”. Il senatore dello stato democratico Bobby Singleton ha detto che il disegno di legge “criminalizza i medici” ed è un tentativo da parte degli uomini “di dire alle donne cosa fare con i loro corpi”.

Il senatore repubblicano Clyde Chambliss, sostenitore della legge gongola per il braccio di ferro fra la legge statale e il pronunciamento “Roe contro Wade”, ovverosia la storica causa approdata in Corte Suprema, producendo la sentenza del 1973 che stabiliva il diritto di una donna all’aborto. La chiosa più dura è stata quella del democratico Rodger Smitherman: “Stiamo davvero dicendo che racconteremo a una ragazza di 12 anni incinta per colpa di un incesto o di uno stupro, che non ha alcuna scelta?”.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.