Chiama i cani con nomi di esponenti del Governo: arrestato 30enne

Chiama i suoi due cani con nomi che rimandano a polizia e governo e finisce nei guai, guai serissimi. Il fatto è accaduto nella parte orientale della Cina.

Chiama i cani con nomi di esponenti di polizia e Governo
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Chiama i suoi due cani con nomi che rimandano a polizia e governo e finisce nei guai, guai serissimi. La boutade in questione potrebbe costare molto cara a un allevatore cinese che è stato addirittura arrestato per quei due nomi così imbarazzanti. Il fatto è accaduto nella parte orientale della Cina e la vicenda è stata riportata dal giornale di Pechino Beijing News.

Chiama i cani con nomi di esponenti di Polizia e Governo

Un 30enne allevatore di cani, il signor Ban della provincia dell’Anhui, nella mattinata di lunedì si era visto notificare una convocazione dalla polizia. Poco prima, su WeChat, piattaforma di messaggeria mobile, aveva orgogliosamente annunciato che aveva due nuovi cani, di nome Chengguan e Xieguan. Quei nomi e il Grande Fratello cinese, che da tempo ha un internet interno, hanno fatto il resto. Chengguan e Xieguan sono nomi che si riferiscono infatti rispettivamente al governo e ai dipendenti pubblici in divisa, o ai ministeri.

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I “Chengguan” sono funzionari impiegati nelle aree urbane per affrontare la criminalità di basso livello, e “Xieguan” sono lavoratori della comunità informali come gli assistenti di traffico. I media cinesi sostengono che il signor Ban ha dato ai cani i nomi “per divertimento”, ma le autorità di Pechino non hanno ma brillato per ironia, specie se un cane viene chiamato in pratica “Poliziotto”, lasciando intendere che i poliziotti sono “cani”. La polizia di Yingzhou ha dichiarato di aver immediatamente avviato un’indagine sull’uomo, che secondo loro aveva rilasciato “informazioni offensive contro il personale delle forze dell’ordine”. Hanno aggiunto che, “in conformità con le disposizioni pertinenti della legge della Repubblica popolare cinese sulla sicurezza pubblica”, deve trascorrere 10 giorni in un centro di detenzione amministrativa nella città di Xiangyang.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.