Petroliere sabotate, Usa e Iran si guardano in cagnesco

Qualcuno sta sabotando le rotte del petrolio per "brigare" su prezzo e geopolitica. Gli Usa accusano L'Iran, con cui Washington è già ai ferri corti sul nucleare.

Petroliere sabotate, gli Usa accusano l'Iran
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Qualcuno sta sabotando le rotte del petrolio per “brigare” su prezzo e geopolitica. Gli Usa accusano L’Iran, con cui Washington è già ai ferri corti sul nucleare e la tensione nel Golfo Persico è altissima. È allarme sabotaggio a vie e navi del petrolio nello stretto di Hormuz, dove domenica quattro navi, fra container e petroliere, sono state bersaglio di un “attacco” al largo degli Emirati Arabi Uniti.

Petroliere sabotate

Lo ha annunciato una nota ufficiale del ministero degli affari esteri degli EAU. I fatti si sarebbero verificati nei pressi del porto di Fujairah, appena fuori dallo Stretto di Hormuz e non ci sarebbero state vittime, ma due petroliere hanno subito “danni significativi” anche secondo una velina dell’Arabia Saudita. Parrebbe che ad agire siano stati team di demolitori subacquei senza contrassegni ma con cariche esplosive avanzate, anche se per ora irrintracciabili in quanto a fabbricazione.

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A loro disposizione potrebbero esserci stati pirati del Corno d’Africa prezzolati alla bisogna ma mancano ancora elementi certi in una faccenda che è di fatto delicatissima, in quanto a “imputabilità politica” dell’accaduto.

Tensione altissima nella regione

Chiarezza è stata reclamata a gran voce dall’Iran, ma nella regione la tensione è altissima con i pregressi sulla proliferazione nucleare e l’embargo, anche perché agli ambienti dei servizi americani quella di Teheran pare una “excusatio non petita”. Non potrebbe essere altrimenti: circa un quinto del petrolio che viene consumato a livello globale passa attraverso l’area. Il mese scorso – come informa la BBC – l’Iran aveva minacciato di “chiudere” lo Stretto di Hormuz se fosse stato impedito l’uso di quella via marittima vitale.

A seguito di quel proclama era giunta la decisione degli Stati Uniti di porre fine alle esenzioni dalle sanzioni per i principali importatori di petrolio iraniano, in un braccio di ferro durissimo che mira a colpire la repubblica coranica alla sua giugulare nera. Proprio Washington e Pentagono hanno deciso di schierare navi da guerra nella regione, per contrastare quelle che definivano “indicazioni chiare” delle minacce dall’Iran alle sue forze e al traffico marittimo. L’Iran ha respinto questa affermazione, bollandola come “assurdità”.

Un funzionario militare americano ha detto alla BBC che, su richiesta degli Emirati Arabi Uniti, l’America ha inviato “una squadra di investigatori esperti” per aiutare a determinare la causa del danno. Ieri il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha compiuto una visita non pianificata a Bruxelles per discutere del tema Iran con i ministri degli esteri europei. Pochi i dettagli che si conoscono sugli incidenti pare abbiano avuto luogo intorno alle 06:00 di domenica all’interno delle acque territoriali degli Emirati Arabi Uniti nel Golfo di Oman, a est dell’emirato di Fujairah.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.