Putin firma la legge sul “patriottismo digitale”: la Russia si fa il suo Web

La Russia avrà il suo web nazionale. Vladimir Putin ha firmato la cosiddetta legge sul "patriottismo digitale" e mette sigillo all'autarchia telematica.

Putin firma la legge sul sovranismo digitale
Putin firma la legge sul sovranismo digitale
Clicca qui per ascoltare l'articolo

La Russia avrà il suo web nazionale. Vladimir Putin ha firmato la cosiddetta legge sul “patriottismo digitale” e mette sigillo all’autarchia telematica che di fatto “consegna nelle mani dell’Agenzia federale Roskomandzor la possibilità di isolare l’infrastruttura della rete internet del Paese dal resto del mondo” (Russia News). Il provvedimento era stato approntato con grande solennità e con il tempismo celebrativo tipico della linea di governo dello “Zar”: a pochi giorni dalla parata per il Giorno della Vittoria che commemora la presa di Berlino nel 1945.

Putin firma la legge sul “patriottismo digitale”

Si tratta di un provvedimento che aveva già visto il suggello della Duma, il Parlamento di Mosca. Ad di là della pubblicistica, la rete interna russa avrà lo scopo strategico di evitare cyber offensive, soprattutto nell’ambito industriale e militare. Da questi comparti non va esclusa l’agricoltura, che negli anni della Guerra Fredda era paradossalmente il settore più “craccato” (basti pensare ai satelliti Condor Usa che nei primi anni ’80 studiavano nei campi la produzione annuale di grano in Ucraina per manipolare i prezzi mondiali).

In senso lato, è di fatto una mossa a livello territoriale nazionale di anti spionaggio: “In caso di una guerra elettronica” si potrà correre ai ripari trasformando la rete “in un’autentica RuNet (“russian network”) di fatto sotto il controllo del Cremlino, custode delle chiavi”. Il tutto con l’opinione pubblica nettamente divisa sul tema, fra conservatori che vedono nel protezionismo cibernetico una “renaissance” di mai sopiti pruriti di grandezza a trazione post sovietica e prog che vedono nel provvedimento una mortificazione della “global communication”. Secondo un sondaggio di Stato condotto dall’agenzia VTsIOM il 52% dei russi sarebbe contrario all’implementazione della legge sul “sovranismo digitale“. Particolare non da poco, sempre secondo RN, “il documento richiede che i fornitori di servizi in Russia si sgancino progressivamente dai server stranieri per le loro attività”.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.