Venezuela, il gradimento di Guaidò cala a picco: meno 34% in soli tre mesi

La popolarità di Juan Guaidò è in nettissimo calo e il "liberatore" del Venezuela pare aver esaurito la spinta propulsiva originaria.

Juan Guaidò
Crisi in Venezuela: è guerra tra gli ambasciatori di Nicolas Maduro e di Juan Guaidò a colpi di dossier e accuse di frode

La popolarità di Juan Guaidò è in nettissimo calo e il “liberatore” del Venezuela pare aver esaurito la spinta propulsiva originaria con cui, da gennaio di quest’anno, stava cercando di dare la spallata finale al regime di Nicolas Maduro. Al centro di questo calo di consensi soprattutto il fallimento (perché di fallimento si tratta) del golpe delle ultime settimane, fallimento che è causa ed effetto stesso, in un processo a valanga, del down di popolarità del guarimbero sostenuto da oltre 50 stati del mondo e dalla politica Usa.

Gradimento di Guaidò

Un sondaggio condotto da Meganalisis, una società di Caracas, sostiene che l’indice di gradimento per Guaidò è sceso dall’84% originario, rilevato a gennaio, al 50% di oggi. Attenzione, Guaidò è ancora il leader preferito a Maduro, che piace solo al 4% della popolazione, nelle intenzioni dei Venezuelani, ma è come se quei numeri declamassero inflessibili la stasi di una politica di affermazione vera che stenta da arrivare. A volerla leggere chiara e senza vaticini, ai venezuelani di oggi stanno bene solo le libere elezioni e oltre la metà di loro farebbe volentieri a meno dei contendenti attuali. Di entrambi i contendenti, si badi.

I dati sono stati analizzati anche dal vice presidente di Meganalisis, Ruben Chirino Leanez. “L’opposizione non è stata in grado di fornire soluzioni al popolo – ha detto – dopo la fallita insurrezione della scorsa settimana Guaidò ha chiesto più manifestazioni in piazza e nelle strade, oltre ad uno sciopero nazionale. Ma sono strategia che appartengono al passato – sostiene ancora Chirino – ed è impossibile che ci si aspettino risultati con metodi così obsoleti”.

Operazione libertà

Lo snodo sarebbe stato il 30 aprile: quando Guaidò lanciò l’Operazione Libertà con alcuni soldati al suo fianco, ci si aspettava che la parte militarizzata del paese avesse finalmente scelto, ma in realtà i venezuelani con le stellette sono per la più parte, o per la parte che ha ruoli chiave, ancora fedeli a Maduro, è un fatto (e noi di Ci Siamo ne scrivemmo). “A voler ragionare con il senno di poi – ha affermato Jesus Seguias, direttore di un’altra società di analisi politica venezuelana, Datin Corp – l’immagine odierna di Guaidò è molto offuscata, l’Operazione Libertad non ha liberato affatto il paese, ha solo liberato Leopoldo Lopez. Ormai il momento buono per promuovere con successo un golpe militare è passato”.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.