Rilasciata la seconda killer del fratello di Kim Jong Un

Rilasciata la seconda killer del fratello del leader coreano Kim Jong Un, poiché ritenuta non consapevole di quello che stava facendo

Rilasciata la seconda killer del fratello del leader coreano Kim Jong Un, poiché ritenuta non consapevole di quello che stava facendo

E’ stata rilasciata la seconda delle due donne imprigionate con l’accusa di aver ucciso, in un attentato con il gas, il fratello del leader nord coreano Kim Jong Un, Kim Jong Nam.

L’omicidio del fratello del leader coreano

L’omicidio avvenne nel 2017, nell’aeroporto malese di Kuala Lumpur, dove le due donne, ingaggiate da una finta troupe televisiva per realizzare una candid camera, incrociarono il fratello del leader e gli fecero inalare una sostanza risultata poi essere il tremendo ed implacabile gas VX, mortale anche al solo contatto. Le due donne, la 29enne vietnamita Doan Thi Huong e la 25enne indonesiana Siti Aisyah, affermarono di non essersi accorte che la “troupe”, probabilmente uomini di servizi sud coreani, aveva scambiato la sostanza utilizzata per la candid camera.

Le accuse nei confronti di due donne

La notizia della liberazione delle due è stata data dall’ambasciata vietnamita in Malesia. Nei confronti di Huong l’accusa di omicidio era stata ritirata dal Pubblico Ministero che aveva invece proceduto per lesioni. Stessa sorte aveva subito Aisyah, che a marzo era stata scarcerata con le medesime motivazioni procedurali. L’agente nervino usato nell’omicidio, come ebbe a riferire a suo tempo Tito Karnavian, capo della polizia indonesiana, paralizza il sistema nervoso ed deprime fino alla morte la respirazione.

“Non ne erano consapevoli”

Alle donne erano stati consegnati “pochi dollari” e pare che le due non fossero davvero consapevoli che la loro candid era in realtà un “assassinio pianificato e messo in atto da servizi stranieri”.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.