Colpo di Stato in Venezuela, tensioni Usa-Russia su un possibile intervento americano

Nuovi scontri in Venezuela, nonostante maduro sostenga che il tentativo di golpe è stato sventato. Ma crescono le tensioni tra Russia e Usa sulla situazione

Militari venezuelani
Nuovi scontri in Venezuela, nonostante maduro sostenga che il tentativo di golpe è stato sventato. Ma crescono le tensioni tra Russia e Usa sulla situazione

Se il colpo di Stato non è (ancora) riuscito, secondo quanto continua a ribadire il Presidente venezuelano Nicolas Maduro, Juan Guaidò non ha intenzione di retrocedere di un passo. “Continueremo ad andare avanti più forti che mai”, ha dichiarato su Twitter, dopo l’ennesima giornata di scontri in tutto il Paese. E chiede scioperi in tutto il settore pubblico per la giornata di oggi.

Morta una manifestante in Venezuela

Una 27enne è rimasta uccisa durante le proteste: a dichiararlo è stato l’Observatorio Venezolano de la Conflictividad. La giovane morta è Jurubith Rausseo Garcia che è stata colpita da una pallottola durante una manifestazione ad Altamira. Si tratta della seconda persona che perde la vita da quando sono ripresi gli scontri tra le due fazioni.

E se è vero che Maduro resta al potere, Guaidò non è intenzionato a cedere: Continueremo ad andare avanti più forti che mai, ha twittato l’autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, Juan Guaidò, incitando il popolo a non mollare. Mentre in tutto il Paese ieri è andata in scena l’ennesima giornata di proteste, comprese quelle dei sostenitori di Maduro, che ha ribadito di aver fermato un “tentato golpe”.

Tensioni tra Russia e Usa

Ma la situazione in Venezuela fa salire la tensione anche tra altre due potenze che appoggiano le due fazioni contrapposte. Washington sostiene apertamente Juan Guaidò, ma la Russia è dalla parte di Nicolas Maduro. E un possibile intervento degli Stati Uniti, nel caso fosse “necessario” per ripristinare l’ordine, annunciato dal segretario di Stato Mike Pompeo, non è andato giù a Mosca.

La telefonata tra Mosca e Washington

Il Ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha quindi chiamato Mike Pompeo, e ha ribadito che “l’intervento di Washington negli affari interni di uno stato sovrano e le minacce contro la sua amministrazione costituiscono una evidente violazione del diritto internazionale” e che “ulteriori misure aggressive avranno le conseguenze più drastiche“. Infatti, “Un’influenza esterna distruttiva, tanto più se politica, non ha nulla a che vedere con un processo democratico”, ha scandito il ministro russo.

La posizione di Cuba

Dal canto suo, Pompeo ha accusato Mosca e Cuba di stare “destabilizzando” il Venezuela. Su Cuba si è pronunciato in un tweet anche Donald Trump: avverte che “se le truppe e le milizie cubane non cesseranno immediatamente le operazioni militari e di altro tipo con lo scopo di causare la morte e la distruzione della Costituzione venezuelana, verrà imposto, insieme alle più alte sanzioni, un embargo totale sull’isola di Cuba”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.