Attentato in Sri Lanka, per Obama e Hillary le vittime non sono cristiani

Obama e Hillary non hanno voluto utilizzare il termine "cristiani" per descrivere le vittime. E hanno sostituito questo termine con "Easter worshippers", traducibile come "adoratori (o fedeli) della Pasqua".

Attentato in Sri Lanka, per Obama e Hillary le vittime non sono cristiani
Attentato in Sri Lanka, per Obama e Hillary le vittime non sono cristiani

L’attentato di Pasqua in Sri Lanka ha causato 290 vittime. Questo ha portato i politici di tutto il mondo a esprimere il proprio cordoglio a colpi di post sui social. Qualche post, tuttavia, ha finito per creare più polemiche che altro. Sotto accusa, in particolare, i messaggi di Barack Obama e Hillary Clinton.

Il primo ha scritto: “Gli attacchi ai turisti e agli adoratori della Pasqua in Sri Lanka sono un attacco all’umanità. In una giornata dedicata all’amore, alla redenzione e al rinnovamento, preghiamo per le vittime e siamo vicini al popolo dello Sri Lanka”. La seconda ha rilanciato: “In questo santo fine settimana per molte religioni, dobbiamo rimanere uniti contro l’odio e la violenza. Sto pregando per tutti coloro che oggi sono stati colpiti dagli orribili attentati agli adoratori della Pasqua e ai viaggiatori in Sri Lanka”.

Attentato in Sri Lanka contro gli “adoratori della Pasqua”

Molti utenti non hanno mandato giù queste dichiarazioni. Obama e Hillary non hanno voluto utilizzare il termine “cristiani” per descrivere le vittime. E hanno sostituito questo termine con “Easter worshippers, traducibile come “adoratori (o fedeli) della Pasqua”. In altre parole, come qualcuno ha sottolineato, i due leader democratici hanno compiuto una sorta di censura alla tragedia.

Per la verità, anche molti politici repubblicani sono stati soggetti ad aspre critiche. Questo dopo che hanno posto fin troppe volte l’accento sulla “matrice islamica” dell’attentato. In altre parole, come accade in questi casi, molti politici (di tutto il mondo e non solo americani) non hanno mancato di strumentalizzare la tragedia, tentando di tirare acqua ai propri mulini. Un consiglio: se non avete niente di intelligente da dire, non dite niente. Vi assicuro che non vi pentirete mai di essere stati zitti.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.