L’Albania riprova a vendere ancora la sua flotta aerea militare

L'Albania vende, o meglio svende i suoi ex gioielli di famiglia: l'intera flotta aerea militare di quando il paese delle Aquile era considerato la caserma avanzata del Patto di Varsavia.

Albania vende flotta aerea
Albania vende flotta aerea

L’Albania vende, o meglio svende i suoi ex gioielli di famiglia: l’intera flotta aerea militare di quando il paese delle Aquile era considerato la caserma avanzata del Patto di Varsavia. Si tratta di decine e decine di jet militari, di diverse epoche e diversissime tecnologie, che nel corso dei decenni erano stati stipati negli oltre 170mila bunker che farcivano il sottosuolo albanese.

Albania vende la sua flotta

Negli anni 60 e soprattutto con la dittatura di Enver Hoxha, si decise di rendere l’Albania il “fortino di Varsavia”. In pratica c’era un bunker ogni quattro cittadini e, di essi, due erano armati e in servizio nella forza armata più paranoica del pianeta, in perenne attesa di un’invasione Nato che avrebbe dovuto schiudere agli occidentali le porta dell’est.

A storia poi andò diversamente come sappiamo: nessuno si sognò mai di invadere il paese da sud, via Kosovo o da ovest, via Italia, Hoxha ruppe con Urss e Cina e si mise a fare il dittatore fai da te e le immense dotazioni militari albanesi, quelle che da decenni in quanto ad armi individuali fanno la gioia delle mafie italiane dopo l’apertura dei depositi militari successiva allo sfacelo politico degli anni ’90, restarono a fare la ruggine sotto terra.

Il bando

Nel 2016 il governo di Tirana aveva promulgato un bando a cui non partecipò nessuno o quasi per una serie di pastoie burocratiche legate alla caratterizzazione di quella flotta aerea. Molti velivoli erano via diventati solo ingombrati oggetti da collezionismo: non volavano più ed erano stati smantellati in quanto ad armamenti.

A volerli solo miliardari pazzoidi e musei tematici. Oggi, sull’onda della nuova impennata del settore, lo stato albanese ci riprova e, con un pregevole e un po’ pretestuoso book preso nella sconfinata base sotterranea di Gjader, mette di nuovo in vendita il suo vintage con le ali: Mig 17S usati nella guerra del Viet Nam, ovviamente dall’esercito regolare di Hanoi, Mig 7AS, copia cinese riuscitissima del temibili Mig 21 russi e perfino elicotteri d’assalto Hind di prima generazione, gli Sturmovic che fecero tremare i mujaheddin afghani prima che zio Sam e il deputato Charlie Wilson li dotassero di missili terra aria Stinger con cui farli cadere a terra come pere mature. Prezzi modici e usato sicuro. Sicuro che non voli mai più.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.