Sicurezza e immigrazione, negli Usa “mastino cercasi”

Donald Trump ha scelto per i vertici dell'agenzia di sicurezza nazionale un outsider che applichi una linea (ancor più) dura in virtù dell'aumento degli attraversamenti di frontiera illegali

Donald Trump
Donald Trump

Homeland Scurity, mastino cercasi. E quel mastino ha un soprannome che promette bene, secondo la linea dura della casa Bianca. Donald Trump ha scelto per i vertici dell’agenzia di sicurezza nazionale un outsider che, guidando il dipartimento che controlla l’immigrazione negli States, applichi una linea (ancor più) dura in virtù dell’aumento degli attraversamenti di frontiera illegali.

“Mastino cercasi”

La segreteria generale di HS era rimasta vacante dopo che la titolare, Kirstjen Nielsen, aveva fatto culminare il suo sedicesimo mese di riposo (forzato) con una lettera di dimissioni che aveva spiazzato un po’ tutti, in quanto a tempistica: quella missiva era attesa infatti da molto prima.

ne parliamo in pausa pranzo

L’annuncio di Trump relativo alle dimissioni di Nielsen, da noi riportato, aveva avuto il tono delle vittorie in cui tigna e sollievo si sommavano. Come suo sostituto Trump ha chiamato Kevin Mc Aleenan, che era stato per lungo tempo commissario delle dogane.

Kev The Bull Dog

La scelta di un alto funzionario che negli ambienti è soprannominato “Kev The Bull Dog” era stata motivata dal presidente con una frase secca: “Dobbiamo andare in una direzione più dura”. Questo accadeva nei giorni in cui Trump rimuginava addirittura di chiudere le frontiere con il Messico. Il senso di sfiducia in eventuali nomine “di primo pelo” era stato ben riassunto da RJ Hauman, direttore delle relazioni governative della Federazione per la Riforma dell’Immigrazione: “Abbiamo visto cosa succede quando ci si affida a ‘pivelli'”, aveva detto senza mezzi termini mutuando lo slang truce del suo capo e alludendo senza mezzi termini alle politiche sull’immigrazione attuate dal predecessore di Trump, Obama.

Ma la stoccata era rivolta anche alla tessa dimissionaria Nielsen, che, in quanto creatura di Barak sopravvissuta miracolosamente agli avvicendamenti seguiti alla noma di Trump era stata protagonista di scontri epici con lo stesso proprio sul tema dell’immigrazione e del ricongiungimento dei figli degli immigrati con le famiglie.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.