Pirateria ed eco-terrorismo nel golfo Aden, Nasce una task force

Pirateria 2.0 nel Golfo di Aden, una task force vigilerà sulle petroliere e sui convogli marittimi che attraversano quell'importante e trafficato tratto di mare.

Pirateria nel Golfo di Aden
Pirateria nel Golfo di Aden

Pirateria 2.0 nel Golfo di Aden, una task force vigilerà sulle petroliere e sui convogli marittimi che attraversano quell’importante e trafficato tratto di mare. Ad aiutarla anche reparti specializzati della Legione Straniera. Come nel film Captain Phillips con Tom Hancks, ma senza sceneggiatura perché è realtà. Il paesi del Corno d’Africa hanno deciso di costituire una task force per coordinare gli interventi su tutta la regione e l’area marittima fra il Mar Rosso e il Golfo di Aden.

Pirateria ed eco-terrorismo nel golfo Aden

La zona è costantemente sotto attacco da parte di equipaggi di pirati somali e gibutiani, che seguono, abbordano e nella migliore delle ipotesi molestano, innescando cambi di rotta e perdite economiche abissali, le petroliere e le navi porta container che attraversano quel braccio di mare, fra i più trafficati del pianeta. Giovedì scorso, a Nairobi in Kenya, si è costituita ufficialmente la centrale di coordinamento sotto la guida degli ambasciatori di Kenya, Etiopia, Uganda, Sudan, Gibuti, Somalia e Sud Sudan.

La necessità è quella sia diplomatica di avere obiettivi e protocolli comuni di sicurezza che operativa di garantire gli stessi con azioni coordinate interforze. Molto diversificate le aree di interesse: dal terrorismo alla sicurezza generica, dalla pesca illegale all’inquinamento e allo scarico dei rifiuti tossici. Ma il nodo gordiano resta la pirateria di piccolo e medio cabotaggio.

Colpire le basi dei pirati a terra

Proprio per affrontare il problema alla radice dal summit è emersa una linea, che dovrebbe trovare concretizzazione questa settimana, per cui si potrebbe rendere necessario colpire le basi dei pirati a terra, prima dei veloci e spesso confusi imbarchi alla volta delle petroliere giganti che vengono avvistate e segnalate con ponti radio molto efficienti e talpe nei porti da cui quei titani del mare salpano.

Per questo scopo tattico, secondo fonti dell’ambasciata kenyota, i paesi firmatari potrebbero chiedere alla Francia di impiegare in loco “vecchie conoscenze” dell’area di Djibuti perché dislocati a lungo in quella zona con mansioni addestrative ed operative altissime: i terrificanti mastini del Secondo Reggimento REP (Regiment Etranger Parachutistes) della Legione Straniera. I super soldati andrebbero impiegati in operazioni di SD (Search and Destroy) che stroncherebbero le velleità dei pirati già a terra. I termini diplomatici e il costo politico di un tale accordo sono sconosciuti, ma intuibili, a conoscere bene i noti e mai sopiti appetiti della Francia in tema di paesi africani.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.