Manager cinese del sesso via cavo sta facendo impazzire Trump

Dai rotocalchi alle riviste specializzate id intelligence, l'America tutta si interroga sulla natura della relazione fra il presidente Donald Trump e la faccendiera imprenditrice cinese Li Yang.

Donald Trump
Donald Trump

Dai rotocalchi alle riviste specializzate id intelligence, l’America tutta si interroga sulla natura della relazione fra il presidente Donald Trump e la faccendiera imprenditrice cinese Li Yang. A dire il vero lei si fa chiamare “Cindy” e sta tenendo in scacco i media statunitensi e mondiali da giorni. Esattamente da quando, in occasione delle puntate che Trump fa il Florida nella residenza di Mar a Lago, il capo di stato più potente del mondo è stato immortalato in foto che lo ritraggono sorridente con la signora in questione.

Manager cinese del sesso via cavo

Li “Cindy” Yang possiede una catena di centri massaggio (e già questo ha mandato in visibilio gli studiosi della fenomenologia da mutanda selvaggia di Trump) ed ha una reputazione non proprio immacolata. Alcuni media non solo a trazione gossippara la indicano infatti come maitresse di altissimo bordo, eminenza grigia di una tv via cavo che fa del sesso il suo core business.

Vero è anche che la medesima è conosciutissima nello showbiz per essere una cacciatrice di selfie con super famosi. Ne avrebbe collezionati più di diecimila con attori, statisti, magnati, sceicchi e compagnia vippando assortita. Nelle serate di raccolta fondi della Florida e nei locali in di Ocean Drive e Miami Beach, primo fra tutti il Delanos che ha fra i proprietari anche Madonna, la madame in questione è ormai presenza fissa.

Qualcuno ha anche ipotizzato che la Yang sia una spia cinese con la quale Trump starebbe trattando accordi commerciali nascosti ma non in nome per conto degli Usa, bensì del suo mai sopito tycoonismo; i dem del Congresso, inutile dirlo, hanno addentato questa potenziale polpetta avvelenata con la consueta ingordigia, anche se mitigata dalla ormai proverbiale cautela di Nancy Pelosi, che nelle battaglie boomerang non ci si immischia neanche sotto minaccia di un’ascia. In tutto questo bailamme di congetture pare arrivare come la salvifica acqua sul fuoco la dichiarazione della madre della diretta interessata. “E’ solo un’esibizionista – ha detto la vecchina in perfetto mandarino ad un cronista del Miami Herald – le piace far ingelosire le persone”. L’allusione a Melania pare aver messo tutti d’accordo. Forse.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.