Brexit, ultime notizie: May resiste, ma da ora più poteri al Parlamento

La Camera dei Comuni ha approvato una mozione che attribuisce più poteri al Parlamento, per cercare di uscire dallo stallo della Brexit

Caso Huawei, Theresa May licenza Williamson
Caso Huawei, Theresa May licenza Williamson

La Camera dei Comuni britannica ha approvato nella tarda serata di ieri una mozione governativa presentata dalla Premier Theresa May che indica i prossimi passi per cercare di uscire dallo stallo sulla Brexit. Punto centrale, rispettare le nuove scadenze fissate da Bruxelles nel vertice dello scorso fine settimana con il breve rinvio a doppia opzione dell’uscita dall’Ue. La mozione, promossa dai Tory dissidenti Oliver Letwin e Dominic Grieve e dal laburista Hilary Benn, ha ottenuto 329 sì e 302 no, ma in una versione emendata con l’attribuzione di maggiori poteri al Parlamento per la presentazione di piani B alternativi all’accordo May.

Le dimissioni dei sottosegretari

Intanto, tre i sottosegretari del governo May si sono dimessi dopo aver votato in dissenso dalla linea ufficiale dell’esecutivo e del Partito Conservatore. Si tratta di Richard Harrington, sottosegretario alle Attività Produttive, Alistair Bury, sottosegretario agli Esteri, e Steve Brine, sottosegretario alla Sanità.

L’emendamento di Margaret Beckett

La Camera dei Comuni ha bocciato anche un ultimo emendamento alla mozione governativa sulla Brexit. Un emendamento presentato dalla ex Ministra laburista Margaret Beckett il cui obiettivo dichiarato era quello di rafforzare il no della Camera all’ipotesi “no deal” e di assicurare più tempo in caso di stallo persistente per “determinare un nuovo approccio” sull’uscita dall’Ue. La mozione ha ottenuto 311 voti a favore e 314 contro. L’esecutivo, quindi, dopo la sconfitta sull’emendamento favorevole a dare più poteri al Parlamento per dibattere proposte di piano B, su questo secondo testo è riuscito quindi a mantenere una maggioranza.

La posizione del governo rimane invariata

La posizione del governo britannico contro un secondo referendum sulla Brexit non cambia, malgrado la manifestazione di un milione di sostenitori “pro Remain” a Londra. Questo è quanto ha ribadito Theresa May: “La posizione del governo è che bisogna attuare il risultato del primo referendum”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.