Morto Eitan Rafi, la spia “eroe” del Mossad che catturò il nazista Adolf Eichmann

Morto Eitan Rafi, la spia che catturò Adolf Eichmann, SS responsabile della soluzione finale. In Israele era un eroe nazionale

Morto Eitan Rafi, la spia che catturò Adolf Eichmann, SS responsabile della soluzione finale
Clicca qui per ascoltare l'articolo


Morta la spia israeliana che prelevò Adolf Eichmann dal suo covo in Argentina. Rafi Eitan, mito assoluto del Mossad e della nazione di Davide, è spirato ieri a 93 anni di vita, una vita passata al servizio di quell’Israele che oggi gli tributa per bocca del premier Benjamin Netanyahu il titolo di “Eroe”.

Eitan aveva trascorso tutti gli anni della sua esistenza di uomo al servizio di quella che forse è la migliore intelligence del pianeta, quello Mossad che da decenni e assieme al gemello interno Shin Bet, vigila oltre confine su una patria piccola ma ingarbugliata come nessuna, in quanto a trame di 007.

L’operazione che lo rese eroe

Fu lui che, l’11 maggio del 1960 e in barba ad un secco ordine di “come back” data la mancata coincidenza con le tabelle orarie studiate per ore, tenne duro, praticamente disubbidì e in Calle de Garibaldi, nel sobborgo di San Fernando in Argentina mise le mani addosso ad Adolf Eichmann, ufficiale delle SS e attuatore concreto della soluzione finale con lo sterminio di 6 milioni di ebrei. Il capo del Mossad, Isser Rael, e il premier Ben Gurion lo selezionarono assieme ad altri 11 fegatacci per compiere quello che è unanimemente considerato il capolavoro spionistico operativo di sempre: rapire un criminale di guerra di uno Stato sul suolo di uno stato sovrano terzo e “morbido” con la tipologia di target prescelta.

Alfiere dello spionaggio “bucaniere”

Eitan fu in un certo senso l’alfiere di quello spionaggio “bucaniere” e spregiudicato che Israele ha sempre utilizzato secondo i parametri della difesa attiva. Negli ambienti era conosciuto come “Stinker”, Rafi il puzzone, dato che una volta non si fece scrupolo a strisciare nei cunicoli delle fogne di Haifa quando con un demolition team andò a far saltare in aria una postazione radar inglese sul Monte Carmelo. Israele all’epoca stava costruendo se stessa e la sua natura giuridica di stato sovrano letteralmente a suon di tritolo.

Operazioni coperte da segreto

La più parte delle operazioni condotte da Eitan è coperta dal segreto, ma la mistica delle sue gesta in epoche in cui i servizi agivano ancor più al di fuori del recinto delle leggi convenzionali e stata fatta abilmente passare; la terra di Giuda sa come creare i suoi eroi e questo ha sempre fatto parte del suo carattere nazionale prima ancora che della strategia di propaganda.

La biografia

Eitan nacque nel 1929, in una Palestina a trazione britannica che non era ancora Israele. Divenne presto incursore del “Palmach” e curò le grandi ondate di inflitrazione di ebrei dopo la seconda Guerra mondiale assieme ad un signore di nome Yitzak Rabin. Fra le sue ultime operazioni memorabili sono rimaste quella con cui nell’81 fece bombardare un reattore nucleare iracheno e l’assoldamento di un analista americano della Cia che per mesi spiattellò agli israeliani segreti militari di quella che era già la più grande potenza militare e tecnologica del mondo.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.