Attentato Nuova Zelanda: attentatore aveva mandato manifesto alla Premier prima dell’attacco

L'ufficio del Primo Ministro neozelandese ha dichiarato di aver ricevuto un'email con il "manifesto" dell'attentatore dieci minuti prima dell'attacco

L'ufficio del Primo Ministro neozelandese ha dichiarato di aver ricevuto un'email con il "manifesto" dell'attentatore dieci minuti prima dell'attacco

L’ufficio del Primo Ministro Neozelandese Jacinda Ardern ha confermato di aver ricevuto una copia di un “manifesto” dal presunto assassino che ieri ha aperto il fuoco a Christchurch, uccidendo 49 persone. Lo riporta il New Zealand Herald, spiegando che il manifesto era stato inviato meno di 10 minuti prima che gli attacchi iniziassero a circa 70 altri destinatari.

Oltre al Primo Ministro Jacinda Ardern, la maggior parte degli altri destinatari erano i media, sia nazionali che internazionali.

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Il contenuto della mail

La lettera spiegava le sue ragioni per compiere il gesto, non ha detto che questoera quello che stava per fare, non c’è stata alcuna possibilità di fermarlo”, ha riferito il portavoce della Ardern, secondo il NZ Herald, che riferisce anche come l’account che ha ricevuto la mail fosse gestito dall’ufficio del Primo Ministro, e non fosse un account personale. L’addetto che ha aperto la mail ha dunque seguito la procedura standard, indirizzandola alla sicurezza parlamentare, che poi ha riferito alla polizia.

Il gesto di Brenton Tarrant

Intanto, Brenton Tarrant, considerato l’unico autore materiale della strage, è finito in aula. E al suo ingresso, un ‘ok’ con la mano, considerato un’espressione di appoggio all’ideologia dei suprematisti bianchi. A riferirlo il New Zealand Herald, che riporta l’immagine del 28enne comparso in aula. L’uomo resterà in carcere fino alla prossima udienza presso l’Alta Corte di Christchurch ai primi di aprile. “Sembrava molto calmo ed ha osservato a lungo media e avvocati”, ha riferito Annekke Smith di Radio New Zealand, precisando che l’accusato non ha chiesto libertà su cauzione né di veder oscurato il suo nome.

Le parole di Scott Morrison

Il 28enne non aveva destato sospetti, ha sottolineato il Premier australiano Scott Morrison: “Non era sul radar di nessuno”, ha detto, parlando con i cronisti davanti alla moschea di Lambeka a Sydney. “E questa è la vera sfida riguardo al terrorismo”.

Prime vittime identificate

Intanto continua il lavoro per identificare le vittime della strage. Due sono state identificate con certezza. Si tratta di Haji Daoud Nabi, un afghano emigrato nel Paese con i suoi due figli nel 1977, e Khaled Mustafa, un rifugiato siriano che invece era arrivato con la famiglia solo qualche mese fa. Il nome di Haji è stato rivelato ai media da uno dei figli, che avrebbe dovuto partecipare alla preghiera del Venerdì con il padre ma è arrivato dieci minuti dopo di lui e ha trovato la moschea sotto attacco. Intanto le autorità sanitarie di Christchurch hanno fatto sapere che sette feriti sono stati dimessi dall’ospedale, altri 39 stanno ricevendo le cure necessarie per ferite da arme da fuoco e 11 sono ancora in terapia intensiva.
   

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.