Greta Thunberg, ecco chi è veramente e di chi è figlia

Greta Thunberg è stata di recente proposta come candidata al premio Nobel per la pace. Ma chi è veramente? Chi è la sua famiglia?

Greta Thunberg
Greta Thunberg

Tutto il mondo, in questo momento, sta parlando di una sola persona. Tutto il mondo, almeno per oggi – sì, perché le grandi battaglie di quest’epoca di solito durano il tempo di un aperitivo il venerdì pomeriggio -, si è attaccato allo schermo di un computer per cercare un nome. Il nome è quello di Greta Thunberg.

Il motivo è semplice, la ragazzina è stata di recente proposta come candidata al premio Nobel per la pace. Da anni, infatti, sta conducendo una grande battaglia per lo sviluppo sostenibile e contro il riscaldamento globale. Ora, tutto quello che dice è sacrosanto e incontestabile, e infatti noi di CiSiamo.info non siamo qui certo per attaccarla.

Vogliamo, però, portare l’attenzione e accendere i riflettori su due aspetti dell’annosa vicenda.

Chi è Greta Thunberg?

Partiamo dal primo aspetto; chi è veramente Greta Thunberg? La giovane è figlia della cantante d’opera Malena Ernman e dell’attore Svante Thunberg, coppia abbastanza nota e influente in terra vichinga. Una coppia che non ha mai nascosto (e perché avrebbe dovuto?) di frequentare i “salotti buoni” di Stoccolma.

Ecco il primo punto, la prima domanda che ci siamo posti. Se Greta non fosse figlia di due persone influenti, ma se fosse stata “solo” una ragazza normale come ce ne sono tante, le sue battaglie (comunque sacrosante) avrebbero avuto la stessa visibilità che hanno ora?

Difficile dare una risposta. Eppure, una delle “Greta Thunberg” nostrana, Miriam Martinelli, che ha condotto e sta conducendo le stesse battaglie della ragazza svedese, e che come lei è costretta, per adempiere alla sua lotta, a saltare qualche giorno di scuola, adesso, a differenza di Greta, rischia la bocciatura. Miriam ha la media dell’8, come riportano Leggo e il Corriere, ma rischia la bocciatura per via delle ore perse: «C’è un limite di legge superato il quale perdo l’anno, ma non mi interessa andare a scuola quando il pianeta muore».

Quindi una diversità di trattamento, almeno apparente, c’è. Ma forse è solo il caso, la fortuna. Piccola nota a piè pagina: Greta Thunberg sarebbe riuscita poi a convincere i genitori a diventare vegani e a non prendere gli aerei perché inquinano troppo. Una bella storia, talmente bella che a qualcuno è venuto il dubbio che sia una storia “scritturata”, messa in scena, pilotata da qualcuno. Noi sinceramente non lo crediamo, e speriamo che non sia così, ovviamente. Ma qualche (piccolo) dubbio rimane.

Strumentalizzare i giovani e i bambini

Ma voltiamo pagina, anche se siamo ancora sullo stesso libro. C’è un antico trucco, vecchio quanto la politica stessa e forse anche di più, per ottenere consensi sulle proprie battaglie e sulle proprie idee. Quello di affiancare la propria immagine a quella di un bambino o una bambina.

I bambini sono la purezza per antonomasia. Nessuno arriverà mai a insultare un bambino, o ad attaccarlo come attaccherebbe un adulto. E quindi, in molti, in passato, per darsi una “ripulita”, si sono avvalsi di questo trucco. Si sono affiancati a bambini per risollevare la loro popolarità.

Basti pensare a Renzi, e alla storia del piccolo Matteo (un bambino che guarda caso aveva lo stesso nome del Premier) che inventa la parola “petaloso”. Parola che poi Renzi, bello fiero, pronuncerà in un discorso. Poi c’è la vicenda di papa Benedetto XVI, un grande Papa che come unica colpa aveva quella di essere succeduto a un Papa più grande di lui (papa Giovanni Paolo II). Lui fu fotografato in una valle mentre, durante una passeggiata, aveva incontrato “per caso” un bambino e i due si erano messi a chiacchierare.

Queste strumentalizzazioni sono inaccettabili. E il dubbio è che molti tra politici, giornalisti, vip e “intellettuali” stiano facendo la stessa cosa con la giovane e coraggiosa Greta Thunberg. Molti sembrano essere saltati sul suo carro (se non sono proprio loro a guidarlo) per ottenere consensi e guadagnare visibilità, anche solo postando sui social le sue parole. Perché i “grandi” della terra possono essere attaccati e confutati. Greta no. È troppo giovane, è ancora una bambina.

Abbiamo veramente bisogno di Greta?

Infine mi chiedo una cosa: abbiamo veramente bisogno che una ragazza di 16 anni ci diga che inquinando stiamo facendo del male al pianeta? Non dovremmo saperlo già, non bisognerebbe organizzare iniziative a prescindere?

Ricordatevi, se dobbiamo aspettare che siano i bambini (o i giovani) a trascinarci per mano verso le battaglie che dovremo combattere per sopravvivere, allora siamo già spacciati. Le nuove generazioni posso essere il motore delle nostre lotte, non le guide.

Se noi adulti, per combattere per un mondo più pulito, abbiamo bisogno della guida di una ragazzina, allora abbiamo già perso, siamo già spacciati. E la fine del mondo, a questo punto, non arriverà mai troppo presto. Perché ce la meritiamo, in tutto e per tutto.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.