Schiaffi al figlio che rifiuta di lavarsi: madre in carcere per due mesi

Al rifiuto del figlio si è opposta con due schiaffi. I giudici, però, hanno ritenuto che questi episodi fossero la conseguenza di violenza domestica.

Picchiato dalla madre per non essersi voluto lavare
Picchiato dalla madre per non essersi voluto lavare

Due schiaffi che le sono costati sessanta giorni di carcere. Questa è la storia di una donna che si è opposta alla decisione del figlio di dieci anni nel non volersi lavare. La madre del ragazzino, che abita con la famiglia in Portogallo, è stata condannata a sessanta giorni di carcere, commutabili in servizi sociali. Dovrà, in ogni caso, stare lontana dal figlio per sei mesi.

Due schiaffi e sessanta giorni di carcere per la madre

La sentenza di secondo grado, in sostanza, conferma quello pronunciata lo scorso mese di luglio. I magistrati hanno ritenuto che i gesti della donna siano reato di maltrattamenti o, meglio dire, episodi di violenza domestica.

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Cosa è accaduto

L’episodio si verificò il 20 maggio 2018. La donna chiese al figlio di farsi la doccia. Il rifiuto del ragazzino innescò una discussione sfociata nei due schiaffi. Ecco le motivazioni della sentenza. «Il potere che hanno i genitori per educare i figli, in ogni caso, è integrato all’interno dei diritti e dei doveri derivanti dalla potestà genitoriale e può essere concepito solo a beneficio dei bambini e alla loro formazione integrale».

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Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.