Brexit, ultime notizie: il Parlamento dice “sì” al rinvio

Il Parlamento britannico boccia l'opzione del "No deal" mentre quello Europeo chiede chiede il rinvio a giugno della Brexit.

Brexit
Brexit,c'è l'accordo tra la Gran Bretagna e l'Unione europea per una proroga flessibile fino al 31 ottobre, che consente al Regno Unito altri sei mesi per uscire dall'Europa
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La Camera dei Comuni boccia la Brexit e così il Parlamento chiede il rinvio dal 29 marzo al 30 giugno. Nel frattempo è stata bocciata l’idea del secondo referendum sulla Brexit (334 voti contrari e soltanto 85 favorevoli). La proposta era stata presentata da Sarah Wollaston, ex Tory poi passata al Gruppo Indipendente, che ha proposto un prolungamento dell’articolo 50. Il caso specifico, che riguarda un elemento del trattato di Lisbona, aveva l’intento di dare vita alle tempistiche adeguate per una eventuale seconda consultazione del popolo britannico.

Brexit, che caos

È caos sulla Brexit. Ieri sera, con il voto favorevole all’emendamento della conservatrice Caroline Spelman, il Parlamento britannico ha respinto l’ipotesi di un’uscita dall’Unione Europea “disordinata”. La Camera dei Comuni ha approvato, poi, con 321 voti a favore e 278 contrari l’emendamento del governo che respinge l’ipotesi di un’uscita dalla Ue senza accordo il 29 marzo. E ha bocciato anche l’emendamento, il cosiddetto “compromesso Malthouse”, che chiedeva all’esecutivo di procedere con una proroga dell’articolo 50 fino alla mezzanotte del 22 maggio prossimo, data alla quale il Regno Unito dovrà lasciare l’Ue.

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I prossimi passi

La mozione del governo che sarà presentata” giovedì “fissa a mercoledì prossimo la scadenza per approvare un accordo sulla Brexit” ha annunciato lo speaker della Camera dei comuni, John Bercow. Che ha precisato: se per allora sarà approvato un accordo, il governo chiederà una proroga dell’articolo 50 fino al 30 giugno. Ma se non sarà approvato, il governo avrà bisogno di un’estensione più lunga, che richiederà la partecipazione del Regno Unito” alle elezioni europee del prossimo 26 maggio.

Il commento di Theresa May

Theresa May ha ribadito che se si vuole evitare un “no deal”, bisogna votare un accordo e ha sottolineato come ci sia stata “una chiara maggioranzacontro un’uscita senza accordo. La May ha assicurato inoltre che chiederà una proroga dell’articolo 50. “La mozione che presenteremo indicherà la scelta fondamentale di questa aula. Se la Camera dei comuni troverà un modo nei prossimi giorni per sostenere un accordo, permetterà al governo di cercare un’estensione breve, tecnica, limitata dell’articolo 50, per dare il tempo di approvare la legislazione necessaria e ratificare l’accordo che abbiamo raggiunto con l’Ue”, ha detto la May.

Che poi però ha scelto la via della franchezza: “Lasciatemi essere chiara”, ha detto Theresa May. “Un’estensione tecnica breve sarà offerta solo se abbiamo un accordo. Dunque, la Camera deve capire ed accettare che, se non è disposta a sostenere un accordo nei prossimi giorni e non è disposta a sostenere un’uscita senza accordo il 29 marzo, allora sta indicando che c’è bisogno di una proroga molto più lunga dell’articolo 50. Una tale estensione richiederà indubbiamente che il Regno Unito partecipi alle elezioni europee del maggio prossimo. Non penso che sarebbe la giusta soluzione”. “Ma la Camera” ha concluso, “deve affrontare le conseguenze delle decisioni che prende”.

Jeremy Corbyn

Dello stesso parere è il labourista Jeremy Corbyn, che ritiene inevitabile una proroga dell’articolo 50. “Troviamo una soluzione per affrontare la crisi che ha di fronte questo Paese e le sue profonde preoccupazioni”, ha esortato.

L’Ue “prende atto”

La Commissione Europea, dal canto suo, “prende atto dei voti di questa sera alla Camera dei Comuni. Ci sono solo due modi per lasciare l’Ue: con o senza un accordo“.L’Ue è preparata per entrambi. Per togliere il ‘no deal’ dal tavolo, non basta votare contro il ‘no deal’: bisogna arrivare ad un accordo. Abbiamo raggiunto un accordo con il primo ministro britannico e l’Ue è pronta a firmarlo”, ha fatto sapere un portavoce.

La proposta di Tusk

“Durante le mie consultazioni in vista del Consiglio Europeo, chiederò ai 27 di essere aperti ad un rinvio lungo della Brexit “se il Regno Unito lo trova necessario per ripensare alla sua strategia sulla Brexit e per costruire consenso attorno ad essa”. Ad affermarlo è il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk in un post su Twitter.

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.