Netanyahu in vista delle elezioni: “Israele è solo degli ebrei”

Botta e risposta tra Benjamin Netanyahu e l'attrice Rotem Sela, in vista delle elezioni del 9 aprile. E Netanyahu insiste: " Israele è solo degli ebrei"

Israele legalizza colonia
Israele legalizza colonia
Clicca qui per ascoltare l'articolo

Il voto di aprile in Israele si tinge di toni forti. Sta facendo molto scalpore la dichiarazione rilasciata dal premier Benjamin Netanyahu in merito ad Israele e a coloro che, unici, possono rivendicare il diritto di farne parte. A detta del Premier di lunghissimo corso, il più amato di sempre secondo i sondaggi, “Israele è esclusivamente lo Stato del popolo ebraico”.

La risposta a Rotem Sela

La dichiarazione era stata rilasciata a mo’ di replica alle esternazioni dell’attrice nazionale Rotem Sela. Le cose erano andate più o meno così: Netanyahu, in piena campagna elettorale, aveva accusato i suoi avversari di aver in mente un’alleanza che non solo puntasse a scalzarlo, ma che lo facesse grazie all’appoggio delle minoranze arabe. A quel punto era intervenuta l’attrice, che aveva tweettato: “Quando diavolo qualcuno in questo governo dirà al pubblico che Israele è un paese per tutti i suoi cittadini?”.

In buona sostanza la donna dello showbiz aveva sostenuto che lo Stato di Israele è composto da cittadini, non da popoli, o meglio, da un popolo solo. A “Bibi” era bastato ed aveva replicato secco che Israele è lo stato solo ed esclusivamente del popolo ebraico. Il Premier, che è al governo da oltre 13 anni, aveva poi rincarato la dose, affermando che forse la sua oppositrice del mondo dello spettacolo aveva “le idee un po’ confuse”.

La popolazione araba in Israele

Gli arabi costituiscono circa il 20% del totale della popolazione dello stato mediorientale, che conta circa 9 milioni di abitanti. Godono di tutti i diritti politici ma da sempre denunciano discriminazioni. Proprio quelle discriminazioni che paiono decisi a cavalcare Benny Gantz e Yair Lapid, i due avversari di Netanyahu che, per il voto del prossimo 9 aprile, stanno creando una grossa coalizione centrista con cui provare a scalzare lo strapotere del Likud, il partito di destra che ha in Netanyahu il suo leader storico.

Un grimaldello politico

Si tratterebbe di fare una cosa che in Israele non è mai riuscita: portare la multietnicità a diventare grimaldello politico per scalzare l’accoppiata fra i sabra, gli israeliani duri e puri che fanno capo ai coloni dei territori occupati e l’idea che il popolo ebraico sia il solo detentore del diritto di decidere le sorti di Israele. Da lì a scalzare il principale “bardo” di questa scuola di pensiero, cioè “Bibi”, il passo dovrebbe essere semplice. Nelle intenzioni.

Il punto debole degli avversari

Netanyahu sa che però i suoi due antagonisti si stanno giocando la loro partita sul filo dell’eresia storica (secondo il metro oltranzista locale, ovvio) e affonda duro lì dove la ferita è più aperta. “Noi siamo lo stato nazionale non di tutti i cittadini – ha risposto all’assist dell’attrice – ma esclusivamente del popolo ebraico”.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.