Venezuela, ultime notizie: convoglio di aiuti incenerito da “molotov amica”

La notizia giunge dal New York Times che ha analizzato il filmato integrale. Dalle immagini si intravede una persona con idee anti-Maduro.

La notizia della molotov arriva dal New York Times
La notizia della molotov arriva dal New York Times

Un video manipolato e distribuito da Colombia e servizi Usa per additare Nicolas Maduro alla comunità internazionale come una specie di “Nerone” sud americano. Scoop del New York Times sull’attentato incendiario che a fine febbraio aveva distrutto un convoglio umanitario che cercava di entrare in Venezuela.

Secondo la ricostruzione del quotidiano della Grande Mela, non sarebbero state le truppe maduriste a distruggere intenzionalmente il convoglio per impedire il suo ingresso in Venezuela attraverso il varco di Tienditas, ma la bottiglia molotov di un oppositore di Maduro.

ne parliamo in pausa pranzo

La vicenda

Il lancio della bottiglia sarebbe stato tagliato da un video che invece sarebbe stato confezionato e presentato come la “prova provata” delle crudeli direttive del dittatore chavista in merito all’ingaggio con gli aiuti per il suo popolo. Le immagini delle fiamme che avevano divorato quelle tonnellate di medicinali ed alimenti a lunga conservazione in transito dalla frontiera colombiana avevano fatto il giro del mondo.

Il lancio della molotov opera di oppositore di Maudro

Immediata la condanna degli avversari di Maduro in primis il Presidente autoproclamato Guaidò e il governo Trump, per quella che era stata descritta come una feroce e violenta repressione dei tentativi di aiutare la stremata popolazione civile. Di parere del tutto diverso il NYT, organo di stampa tradizionalmente non vicino ai repubblicani e men che mai all’amministrazione Trump che ha pubblicato immagini molto eloquenti in merito al rogo.

Scremando quegli scatti e tutto il materiale video in merito all’episodio, i cronisti sono arrivati alla conclusione che ad innescare il fuoco sarebbe stato il (maldestro o voluto) lancio di una bottiglia molotov da parte di un oppositore di Maduro.

Scontri diplomatici tra Paesi

Erano state quelle ore concitatissime: guarimberi e oppositori dei bolivariani avevano cercato di far entrare dei convogli in Venezuela quando, nel bel mezzo di una vera gimkana che uno di quei camion stava effettuando per eludere i blocchi dell’esercito chavista, una molotov era caduta a parabola sul mezzo, incendiandolo e scatenando un vero finimondo.

Da quel momento erano scattate sanzioni ancora più dure ed atteggiamenti ancora più truci da parte di Washington, come se quel rogo avesse funto da innesco per una escalation della tensione fra Usa e governo bolivariano. Il NYT è chiarissimo sul fatto, definendolo «il classico esempio di come la disinformazione sia distribuita on line».

Video confezionato ad hoc con intento ben preciso

L’articolo accusa anche il Governo colombiano, uno dei primi a cavalcare la tesi per cui le truppe di Maduro avevano causato l’incendio e a contribuire alla diffusione on line in tutto il mondo del video tagliato della parte cruciale e confezionato per dare l’idea che fossero stati i militari ad appiccare il fuoco.

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Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.