Aereo caduto in Etiopia: in Italia sono 3 i Boeing 737 che potrebbero essere a rischio

L'aereo dell'Ethiopian Airlines è precipitato mentre era in volo da Addis Abeba a Nairobi. A bordo presenti anche otto cittadini italiani.

Aereo della Ethiopian Airlines precipita
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Un aereo, il Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines si è schiantato ieri mentre era diretto a Nairobi. Il volo ET 302 era partito da Addis Abeba e si stava dirigendo verso il Kenya. A comunicare la notizia è stato il Premier dell’Etiopia con un tweet in cui ha fatto sapere che ci sono vittime.

La televisione di stato etiope ha reso noto che sono state ritrovate le scatole nere. È quanto si legge sul sito di Sky News britannica. Entrambe le scatole nere, cioè il cockpit voice recorder, con le registrazioni audio in cabina di pilotaggio, e il digital flight data recorder, che registra i parametri di volo, sono state ritrovate.

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Aereo caduto in Etiopia

La compagnia aerea ha dichiarato che tra le vittime figurano otto cittadini di nazionalità italiana. Il volo ET 302 ha lasciato l’aeroporto di Bole, ad Addis Abeba, alle 8,38 ora locale. Successivamente ha perso il contatto con la torre di controllo dopo appena sei minuti. Si è schiantato vicino alla città di Bishoftu situata a 62 chilometri a sud-est dalla capitale. 

Le vittime

A bordo 149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio. Non vi è nessun sopravvissuto tra le 157 persone a bordo dell’aereo della Ethiopian Airlines precipitato. Tra le vittime 18 cittadini del Canada, 8 della Cina e altrettanti degli Stati Uniti. A questi si aggiungono 7 francesi, 7 dalla Gran Bretagna, 6 dall’Egitto, 5 dall’Olanda, 4 dall’India e dalla Slovacchia. Vi sono anche 3 dall’Austria, dalla Svezia e dalla Russia oltre a 2 dalla Spagna e dalla Polonia e uno da Belgio, Norvegia e Serbia. Sono 32 i cittadini del Kenya e 9 quelli dell’Etiopia.

Ci sono inoltre vittime marocchine, israeliane e da Indonesia, Somalia, Togo, Mozambico, Ruanda, Sudan, Uganda e Yemen. Quattro persone a bordo si erano registrate sul volo con un passaporto delle Nazioni Unite: le loro nazionalità non sono state rese ancora pubbliche.

Le vittime italiane

Sono otto le vittime italiane che hanno perso la vita. Tra queste figurano un uomo di Bergamo e una coppia di Arezzo: si tratta di Carlo Spini con sua moglie Gabriella Vigiani e del tesoriere Matteo Ravasio. I primi due sono di San Sepolcro (provincia di Arezzo), rispettivamente medico in pensione e infermiera, mentre il terzo è un commercialista di Bergamo. Erano volontari della Onlus Africa Tremila.

Un’altra delle vittime è Virginia Chimenti, funzionaria del World Food Programme dell’Onu. Hanno perso la vita Maria Pilar Buzzetti e Rosemary Mumby. A bordo anche l’assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia, l’archeologo Sebastiano Tusa. Un’altra vittima è Paolo Dieci, anch’egli attivo negli aiuti umanitari.

Carlo Spini

Medico in pensione attivo nel campo della solidarietà con la Onlus Africa Tremila della quale era Presidente. Carlo Spini aveva deciso di continuare nell’essere attivo nel campo umanitario.

Gabriella Vigiani

Moglie di Carlo Spini. Gabriella Vigiani era un’infermiera e con suo marito aveva quattro figli. Aveva raggiunto il marito ad Addis Abeba e insieme erano decollati per Nairobi.

Matteo Ravasio

Tesoriere e commercialista della Onlus Africa Tremila. La meta da raggiungere, insieme a Gabriella Vigiani e Carlo Spini era un ospedale che la onlus sta realizzando nella zona del Sudan. Il viaggio serviva, inoltre, per consegnare delle attrezzature mediche.

Paolo Dieci

Paolo Dieci, Presidente della Ong Cisp e di Link 2007, una rete di 14 ong che guardavano a progetti di sviluppo per l’Africa e non solo.

Sebastiano Tusa

Sebastiano Tusa era uno studioso molto conosciuto nel settore dell’archeologia marina. Si stava dirigendo a un convegno internazionale a Malindi. Si tratta di una delle otto vittime italiane.

Virginia Chimenti

Lavorava da due anni nell’agenzia Wfp delle Nazioni Unite, con sede a Roma. Virginia Chimenti si stava occupando dei fondi per i servizi logistici.

Maria Pilar Buzzetti

Si era laureata a Tor Vergata e specializzata alla Luiss. Maria Pilar Buzzetti era attiva nel campo internazionale con diverse pubblicazioni. Consulenti per l’associazione di studio, internazionalizzazione e ricerca in Eurasia e Africa.

Rosemary Mumby

Volontaria impegnata nel campo degli aiuti umanitari. Attualmente Rosemary Mumby stava collaborando con il World Food Programme dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Le ricerche

In corso le operazioni di ricerca e di soccorso. Secondo il comunicato della compagnia Ethiopian Airlines «membri dello staff dell’Ethiopian Airlines sono stati inviati sul luogo dell’incidente e faranno il possibile per aiutare gli addetti all’emergenza». Attiva una linea telefonica dedicata per parenti e amici che abbiano bisogno di informazioni sui passeggeri che erano a bordo del volo ET 302.

I messaggi di cordoglio

Giuseppe Conte

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha commentato su Twitter la vicenda. «Oggi è un giorno di dolore. Nell’aereo della Ethiopian Airlines precipitato dopo il decollo da Addis Abeba vi erano anche nostri connazionali. Ci stringiamo tutti ai familiari delle vittime rivolgendo loro i nostri partecipi, commossi pensieri». 

Musumeci, Presidente della Regione Sicilia

Il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha inviato un messaggio di cordoglio per la perdita di Sebastiano Tusa. «Ho appena ricevuto la conferma ufficiale dell’Unità di crisi del ministero degli Esteri: l’assessore Sebastiano Tusa era sull’aereo precipitato in Etiopia. Sono distrutto. È una tragedia terribile, alla quale non riesco ancora a credere: rimango ammutolito».

«Perdo un amico, un lavoratore instancabile, un assessore di grande capacità ed equilibrio, che stava andando in Kenya per lavoro. Un uomo onesto e perbene, che amava la Sicilia come pochi. Un indimenticabile protagonista delle migliori politiche culturali dell’Isola».

Sindaco di San Sepolcro Mauro Cornioli

Il Sindaco di San Sepolcro, Mauro Cornioli, ha commentato la perdita dei suoi due concittadini. «Carlo Spini – dichiara il primo cittadino – era una persona che aveva lavorato presso il nostro ospedale. Dopo essere andato in pensione aveva intensificato il suo amore per l’Africa. Da oltre dieci anni la coppia collaborava con una onlus bergamasca. Erano trascinatori, grandi trascinatori: avevano coinvolto tanti medici e infermieri».

Primo cittadino di Arezzo

Il Sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, commenta con profondo dolore l’accaduto. «Abbiamo perso due dei nostri concittadini e questo fa veramente male. Siamo molto addolorati e colpiti di fronte a una simile tragedia».

Il precedente

L’Ethiopian Airlines gode di una buona reputazione in termini di sicurezza, sebbene nel 2010 – come ricorda la Bbc – un suo aereo sia precipitato nel Mar Mediterraneo dopo il decollo da Beirut. Quella volta morirono 90 persone, oggi sono stati 157.

Boeing 737 fermati

Ora la Ethiopian Airlines ha bloccato tutti gli aerei Boeing 737 Max, cioè quelli dello stesso modello precipitato ieri 6 minuti dopo il decollo causando 157 morti. A renderlo noto la compagnia aerea in un tweet. “A seguito del tragico incidente del 10 marzo Ethiopian Airlines ha deciso di tenere a terra tutti i Boeing 737 Max. Non si conoscono ancora le cause della sciagura e la decisione è presa in via precauzionale. La compagnia diffonderà ulteriori informazioni non appena disponibili‘.

Anche le compagnie aeree cinesi hanno ricevuto l’ordine di sospendere l’uso del Boeing 737 Max, e con loro anche la Cayman Airways. Si attiva l’agenzia europea sicurezza aerea (Easa) con un monitoraggio, “ma è presto per decidere”, fanno sapere. Tuttavia, quello di ieri è il secondo incidente per il Boeing 737 Max 8, a cinque mesi da quello della Lion Air verificatosi in Indonesia, in cui persero la vita 189 persone.

La Corea del Sud

La Corea del Sud ha intanto lanciato una indagine “precauzionale” sul Boeing 737 Max 8. Un team di 4 tecnici ha visitato la Eastar Jet, compagnia locale low cost, avviando accertamenti sul pilota automatico e altri sistemi. L’esame finirà venerdì e non ci sono al momento piani per tenere a terra i B737 Max, riferisce l’agenzia Yonhap.

La Cayman Airways

Anche la Cayman Airways, compagnia di bandiera delle Isole Cayman, ha deciso di lasciare a terra temporaneamente i suoi due Boeing 737 Max 8. Il ceo del vettore caraibico Fabian Whorms ha spiegato che, anche se la causa del disastro non è ancora chiara, la sua compagnia ha comunque deciso questa misura cautelativa per “mettere la sicurezza dei nostri passeggeri e degli equipaggi al primo posto“.

In Italia

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile informa che gli aeromobili di questo modello nella flotta italiana sono 3, in uso alla compagnia Air Italy. Dalle verifiche condotte dall’Enac si conferma che il vettore italiano opera in piena osservanza delle prescrizioni operative” emesse dal costruttore Boeing e approvate dall’ente americano Federal Aviation Administration.

In Indonesia

Il Ministro dei trasporti dell’Indonesia ha ordinato alle compagnie locali di mettere a terra temporaneamente gli aerei Boeing 737 Max in possesso nelle loro flotte, riferisce l’agenzia Bloomberg. Il Ministro ha stabilito che i velivoli B737 Max vengano lasciati a terra da domani, quando inizieranno le ispezioni e potranno tornare in servizio solo dopo la certificazione degli ispettori di volo.

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.