Crisi Venezuela, definita la posizione dell’Italia: “Elezioni al più presto”

Crisi Venezuela, il governo gialloverde trova una posizione condivisa e chiede elezioni presidenziali al più presto per tutelare il popolo venezuelano.

Juan Guaidò
Juan Guaidò

Crisi Venezuela, “il presidente Guaidò ha inviato una lettera per manifestare il proprio sconcerto per la posizione dell’Italia. Lo ha riferito il deputato venezuelano Americo De Grazia. “Il messaggio – afferma – serve a spiegare qual è la nostra situazione istituzionale, si dice che Maduro governa in maniera illegittima e che il Paese deve andare a nuove elezioni presidenziali, come prevede la Costituzione. Il secondo punto riguarda il riconoscimento di Guaidò come presidente ad interim, al quale spetta il compito di condurre il Venezuela a nuove elezioni”. La lettera, conclude De Grazia, “non è legata all’esito degli incontri che sono avvenuti oggi a Roma”.

Il testo della lettera

“L’Italia è uno dei pochi Paesi che non ha ancora riconosciuto il percorso compiuto da 59 Paesi nel mondo e dal Parlamento europeo, che hanno riconosciuto l’Assemblea nazionale e quindi la mia persona quale Presidente provvisorio del Paese, con il preciso e limitato compito di portare il Venezuela, al più presto, a libere e democratiche elezioni. Con profondo sconcerto non comprendiamo le ragioni della posizione politica italiana”.

Ecco il testo della lettera inviata agli italiani scritta dalla mano del Presidente dell’Assemblea nazionale del Venezuela, Juan Guaidò. “Non capiamo perché il Paese europeo, a noi più vicino, non prenda una posizione chiara e netta contro il dittatore Maduro e non chieda, con forza, libere elezioni, sotto l’egida della comunità internazionale, e lo sblocco degli aiuti umanitari. Sono sicuro che il popolo italiano è dalla nostra parte, dalla parte della democrazia, della libertà e della giustizia. Abbiamo bisogno del sostegno italiano, abbiamo bisogno di una comunità internazionale coesa per costringere Maduro a fare un passo indietro, rispettare la nostra Costituzione e far sì che, in qualità di Presidente provvisorio, possa indire nuove elezioni”.

Il M5S con comprende la tragedia del nostro popolo

Sono più di 50 i Paesi in tutto il mondo, oltre alle varie organizzazioni internazionali, che hanno riconosciuto Juan Guaidò come presidente ad interim. Tra di loro non c’è l’Italia. La colpa, secondo Francisco Sucre, presidente della commissione Esteri dell’Assemblea nazionale, è del M5S. “Non comprende la tragedia che vive il popolo venezuelano, la tragedia che stanno vivendo oltre 100mila italiani in Venezuela”.

Italia chiede elezioni presidenziali

“Abbiamo spiegato alla delegazione venezuelana che noi chiediamo elezioni presidenziali. Vuol dire che non riconosciamo la legittimità del governo di Maduro”. Il senatore Ricardo Merlo, sottosegretario agli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, si esprime in questo modo dopo l’incontro con il presidente della Commissione Esteri dell’Assemblea Nazionale venezuelana, Francisco Sucre. “Noi chiediamo elezioni presidenziali. Vuol dire che non riconosciamo legittimità del governo, perché non consideriamo democratiche e trasparenti le ultime elezioni presidenziali. Qualcuno si spinge fino al riconoscimento di un altro presidente, noi abbiamo spiegato che, come prevede la costituzione venezuelana, sia compito dell’assemblea nazionale portare il Paese al voto per eleggere un nuovo presidente.”

Merlo poi continua: “La delegazione ricevuta ha compreso che noi vogliamo per il Venezuela la soluzione migliore, come del resto molti altri paesi. Mi spingo a dire che la delegazione, oggi, ha ottenuto un risultato importantissimo. Ha incontrato il vicepremier Matteo Salvini ed è stata ricevuta dal ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Non sono elementi da sottovalutare e vanno inseriti in quadro caratterizzato dalla posizione dell’Italia che, ripeto, chiede nuove elezioni presidenziali. Nell’incontro abbiamo ascoltato la descrizione di ciò che sta vivendo il popolo venezuelano e ci è stata esposta la questione prettamente politica. Mi interessava capire entro quando, secondo loro, si potrà arrivare all’epilogo. Non hanno fatto riferimento ad un periodo preciso. Hanno detto, però, che in Venezuela c’è una tempesta perfetta”.

L’Italia verso un accordo sul Venezuela

E in mattinata arriva anche l’accordo nel governo sulla mozione. C’è, pare, un testo condiviso dagli alleati di governo, un testo che punta “a sostenere gli sforzi diplomatici anche attraverso la partecipazione a fori multilaterali”. Con l’obiettivo, spiegano fonti di governo, “di procedere, nei tempi più rapidi alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere credibili e in conformità con l’ordinamento costituzionale”.

Le parole di Enzo Moavero

Nelle comunicazioni alla Camera sul Venezuela il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero, ha spiegato che il governo italiano “chiede con fermezza nuove elezioni presidenziali nei tempi più rapidi possibili, libere, trasparenti e credibili in condizioni di piena democrazia e giustizia”. La posizione del governo italiano, ha rivendicato Moavero, “è coerente con le conclusioni, con il comunicato del Gruppo di Montevideo e con la dichiarazione del 26 gennaio dei Paesi europei”. Il Ministro degli Esteri, ha poi sottolineato che la condanna “di ogni tipo di violenza”, e “la richiesta di elezioni presidenziali restano i nostri punti cardine” . Il governo italiano, spiega il Ministro, ritiene “importante favorire il dialogo, se possibile la riconciliazione nazionale, che permetta di restituire la scelta dei propri governanti al popolo venezuelano.

Aiuti umanitari, l’appello di Guaidò 

L’opposizione venezuelana sta organizzando l’arrivo di aiuti umanitari nel Paese, malgrado il regime di Nicolas Maduro abbia mobilitato l’esercito per impedirlo. L’autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò ha lanciato su Twitter un appello per la mobilitazione di volontari, sottolineando che si sono presentate già 100mila persone.

L’organizzazione e la mobilitazione di tutti sarà la chiave per far sì che gli aiuti arrivino e cessi l’usurpazione”, ha aggiunto, riferendosi al governo di Maduro. Furgoni tonnellate e tonnellate di cibo e medicine inviati dagli Stati Uniti sono in attesa nella città colombiana di frontiera di Cucuta, mentre Maduro ha bloccato l’accesso al ponte stradale sul confine. Intanto sono in corsa preparativi in Brasile, nello stato di confine di Roraima, per organizzare un secondo centro di raccolta per gli aiuti umanitari da inviare in Venezuela.