Crisi Venezuela, sequestrato carico di armi da guerra “fantasma”

A bordo di un Boeing 767 Cargo proveniente da Miami sarebbe stato scoperto un vero arsenale, a dare credito alla velina del governo madurista.

Nicolas Maduro
Nicolas Maduro

Un caso nel caso Venezuela: un aereo atterrato nella città di Valencia avrebbe consegnato un carico di armi da guerra, armi indicate dagli alti vertici militari fedeli a Nicolas Maduro come funzionali ad un “alzamiento”, una sollevazione fomentata dai “soliti” Usa. La spedizione che scotta era stata intercettata venerdì da unità dei servizi militari bolivariani.

A bordo di un Boeing 767 Cargo proveniente da Miami sarebbe stato scoperto un vero arsenale, a dare credito alla velina del governo madurista: 19 fucili d’assalto, mirini telescopici con collimatore laser, antenne radio e materiale logistico, incluse batterie ad alto potenziale per sistemi missilistici da brandeggio tipo Stinger.

ne parliamo in pausa pranzo

Il velivolo di proprietà di 21 Air

Il velivolo è risultato essere di proprietà di 21 Air, una compagnia che è finita al centro di polemiche roventi. Secondo le secche affermazioni del generale della Guardia Nazionale Bolivariana Finisce Palencia, si tratterebbe di una società ombra che in realtà muove contractors a servizio delle “barbe finte” dello Zio Sam e, conseguentemente, degli interessi del loro esponente-fantoccio, Juan Guaidò.

Tesi partigianissima, ovvio, ma che resta indicativa, sia pur allo stato delle congetture innescate dalle parti che si contendono di fatto i destini del Venezuela, di un clima giunto ormai allo stremo e che non ha più molti margini diplomatici. La società, che ha sede a Greensboro, nella Carolina del Nord, ha diramato una secca smentita sulla natura del carico e sulle finalità del suo operato; con essa anche una società gemella che ha cooperato nella spedizione.

Il legale della compagnia

Quindi una spedizione c’è stata. Quello che si contesta è l’oggetto della medesima. Il legale della compagnia, avvocato Morris, ha affermato che la società non è mai stata informata dalle autorità del Venezuela di un sequestro di armi e che non era affatto a conoscenza del carico, la cui cura logistica e burocratica era esclusivamente della seconda società che aveva sub appaltato il servizio.

Insomma, di una smentita su tutta la linea non v’è traccia, anche perché da parte di Gps Air, la compagnia numero due, non vi sono state note ufficiali sul “sugo” della faccenda per due giorni. La formula contrattuale è quella del “wet leasing”, con aeromobili tenuti regolarmente in base proprio a Valencia pronti per effettuare voli commerciali.

Questa formula però manleva la compagnia madre da responsabilità in merito alla natura del carico ed alla condotta generale della spedizione. Sembra una formula fatta apposta per agevolare traffici bizantini, ma manca la conferma.

La nota di Gps Air

Alla fine Gps Air ha diramato una nota per mezzo di un sedicente manager: Cesar Menesses: “Solo un pazzo proverebbe a mandare armi fuori dall’aeroporto – ha detto – è solo un falso creato ad arte da Maduro per apparire come una vittima”.

In tutto questo resta la domanda delle cento pistole: si, ma allora cosa cacchio trasportavate? Che risulti, non lo hanno detto ancora.

Commenta su Facebook
Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.