Tregua sullo shutdown negli Usa: Trump predispone finanziamenti fino al 15 febbraio

Tregua negli Usa sullo shutdown: il Presidente Donald Trump ha firmato una legge che riapre fino al 15 febbraio il Governo federale. Ma se non si raggiungerà un'intesa con i democratici sul muro al confine con il Messico, Trump avverte sulla possibilità di una nuova paralisi.

Puerto Rico contro Trump
Puerto Rico contro Trump

Il Presidente americano Donald Trump ha firmato la legge che riapre temporaneamente il governo federale. Predisposto quindi un finanziamento fino al prossimo 15 febbraio che pone fine allo shutdown più lungo della storia degli Stati Uniti, durato 35 giorni.

Su Twitter, il Presidente Trump ha precisato: “Non è stata una concessione”.  Questo per rispondere a chi descrive l’accordo per la fine dello shutdwon come la capitolazione del Presidente verso la speaker della Camera Nancy Pelosi e i democratici. “Sono solo venuto incontro ai milioni di persone colpite duramente dallo shutdown” ha spiegato Trump, “e se entro 21 giorni non ci sarà un accordo tutto è pronto per agire”. La stoccata è in direzione dell’intesa che dovrà essere negoziata sulla messa in sicurezza del confine col Messico.

La ricerca dell’accordo con i democratici

L’atto cui fa riferimento prevede finanziamenti alle attività federali ma non fondi per il muro. Il provvedimento deve essere approvato da Camera e Senato: il via libera sbloccherà i fondi per le agenzie federali e garantirà il pagamento degli stipendi a circa 800.000 dipendenti pubblici. Fino al 15 febbraio, poi, ci sarà tempo per dialogare e cercare un’intesa.

Nelle prossime 3 settimane mi aspetto che repubblicani e democratici operino in buona fede. E’ un’opportunità per entrambi i partiti di lavorare insieme per il bene della nostra vecchia, meravigliosa nazione”,  ha scritto Trump. “Se troviamo un accordo equilibrato, il popolo americano sarà orgoglioso del suo governo. Dimostreremo di poter mettere il paese davanti ai partiti”, ha proseguito il presidente, soffermandosi sul tema centrale: il muro, ha sottolineato, garantirebbe sicurezza al Paese”.

Trump ha poi ribadito la sua opinione secondo cui i muri hanno sempre funzionato. E ha aggiunto: “In passato i democratici hanno votato per leggi che prevedevano muri e barriere. I muri che stiamo costruendo non sono medievali, son ‘smart’ e efficienti. Sono barriere fatti d’acciaio, garantiscono visibilità da un lato all’altro”. ” La nostra proposta prevede barriere in luoghi predeterminati, indicati dalle forze dell’ordine, in punti particolarmente pericolosi”, ha affermato.

Il pericolo della mancata intesa

Tuttavia, Trump ha avvertito che se non otterrà un accordo equo dal Congresso, il 15 febbraio scatterà lo shutdown del governo di nuovo. Altrimenti, ha assicurato il Presidente, “userò i poteri garantiti dalle leggi e dalla Costituzione per affrontare quest’emergenza”. L’assenza di un’intesa porterà quindi a una nuova paralisi del governo federale o spingerà il presidente a dichiarare l’emergenza nazionale per arrivare alla costruzione del muro senza il via libera del Congresso ai finanziamenti da 5,7 miliardi di dollari chiesti dalla Casa Bianca.


Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.