Guerra in Libia oggi, tutti gli interessi della Francia

La Francia è intervenuta in Libia con il supporto della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e anche dell'Italia. Una mail rivela le motivazioni.

Emmanuel Macron
Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese

Dopo aver denunciato, qui su Cisiamo.info, la situazione delle “colonie francesi in Africa, ora parliamo degli interessi francesi che stanno dietro la guerra in Libia. All’inizio, come al solito, si è parlato di motivazioni umanitarie e del timore di imminenti genocidi. Ma queste sono solo scuse, pretesti, e pretesti anche poco originali. Dietro la guerra in Libia ci sono stati precisi interessi geopolitici ed economici.

La verità sugli interessi occidentali

La Francia è intervenuta in Libia con il supporto della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e anche dell’Italia. La email No. F-2014-20439 Doc No. C05779612 inviata il 2 aprile 2011 dal funzionario Sidney Blumenthal (stretto collaboratore prima di Bill e poi di Hillary) all’allora Segretaria di Stato Usa Hillary Clinton rivela la verità sull’intervento occidentale in Libia.


“Secondo le informazioni disponibili – si legge – il governo di Gheddafi detiene 143 tonnellate di oro e una quantità simile in argento. Durante la fine di marzo 2011 questi stock sono stati spostati nel Sabha (sud-ovest in direzione del confine libico con il Niger e il Ciad). Questo oro è stato accumulato prima dell’attuale ribellione e doveva essere utilizzato per stabilire una moneta panafricana basato sul dinar libico. Questo piano è stato progettato per fornire ai Paesi africani francofoni un’alternativa al franco francese (Cfa)”.

Un piano, quello del Colonnello, che allarma l’Eliseo. Lo conferma lo stesso Blumenthal. “Gli ufficiali dei servizi segreti francesi hanno scoperto questo piano poco dopo l’inizio della ribellione in corso e questo era uno dei fattori che hanno influenzato la decisione del presidente Nicolas Sarkozy di impegnare la Francia nell’attacco alla Libia”.

Ecco perché la Francia interviene

Blumenthal riassume anche al Segretario di Stato le motivazioni interveniste di Nicolas Sarkozy. “Il desiderio di ottenere una quota maggiore della produzione petrolifera della Libia; aumentare l’influenza francese in Nord Africa; migliorare la sua situazione politica interna in Francia; fornire alle forze armate francesi l’opportunità di riaffermare la propria posizione nel mondo; affrontare la preoccupazione dei suoi consiglieri sui piani a lungo termine di Gheddafi di soppiantare la Francia come potenza dominante Africa francofona)”.

Quindi, stando a questa tesi, siamo ben lontani dalla dottrina Responsability To Protect (2P2) invocata dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Inoltre, le parole di Blumenthal smaschererebbero, se c’è ne fosse ancora bisogno, le bugie raccontate dal Presidente francese Nicolas Sarkozy sui bombardamenti occidentali a “natura difensiva”. Il Presidente francese mentì al mondo perché l’Eliseo, scoperti i piani del Colonnello sul Franco Cfa, era oramai deciso a intervenire con le bombe in Libia.

Il commento di Giorgia Meloni

“Credo sia vergognoso che nessuno abbia mai ritenuto di approfondire questo documento pubblico e di risalire alle reali cause che hanno scatenato il caos in Libia e generato il caos immigrazione che arriva da noi” ha dichiarato di recente Giorgia Meloni. “Perché e quello che c’è scritto qui fosse anche lontanamente vero, significherebbe che la Francia non è esattamente un filantropo che stampa queste monete, ma ha un interesse a difendere questa moneta coloniale”.



Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.