Colonie francesi in Africa oggi: tutta la verità

Le parole di Di Maio e Di Battista hanno accesso il dibattito sull'attuale colonialismo francese. Tutte le verità, storiche, documenti alla mano.

Colonialismo francese in Africa
Colonialismo francese in Africa

Di Maio ha lanciato un sasso, un sasso nemmeno molto grosso. Il Ministro del Lavoro e Vicepremier è apparso, quasi, per lo meno ad alcuni, come un bambino che, annoiato, in un pomeriggio uggioso, ha deciso di lanciare un sasso contro una finestra, così, per gioco. Tuttavia, forse, il bersaglio che ha centrato è quello giusto. E il danno che ha arrecato è stato enorme.

Quello che ha detto si può riassumere in una semplice frase, un sassolino, per l’appunto. Di Maio ha detto che la Francia ruba la ricchezza dell’Africa. Semplice, niente di più. Eppure, boom! Ecco che scoppia il putiferio. Ecco che Macron, con quell’atteggiamento intimidatorio che lo contraddistingue, e che spesso (troppo spesso) contraddistingue i francesi, convoca l’ambasciatore italiano. Ecco che scoppia il caso diplomatico. Ecco che tutti i giornali del mondo parlano del nuovo scontro tra il Colosseo e la torre Eiffel.

ne parliamo in pausa pranzo

Il Ministro dell’Interno Salvini si è schierato con il suo collega, mentre molti membri della Sinistra si sono schierati con Macron. Ma quello che ha detto Di Maio è vero? O le sue parole sono solo quelle di chi, per tenersi stretto il suo importantissimo alleato di Governo (da sempre avverso agli immigrati) ha tentato di colpevolizzare qualcun altro per la recente ed ennesima tragedia del mediterraneo?

Il sasso lanciato da Di Maio

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.

Partiamo dall’inizio. Il sasso lanciato da Di Maio alla finestra che si affaccia sugli Champs Elysees , in realtà, era già stato lanciato. E più di una volta. Tuttavia, per lo meno fino adesso, a lanciarlo non era mai stato un Ministro di uno Stato occidentale. È di poco tempo fa il video, girato in moti profili Facebook italiani e lì rimasto, in cui Mohamed Konare, leader del movimento Panafricanista, ha accusato, in un perfetto italiano, senza mezzi termini, senza giri di parole, la Francia di rubare la ricchezza degli stati africani. Non solo. La madrepatria di Giovanna d’Arco viene da lui accusata anche di aver ucciso molti leader, politici e sovrani africani colpevoli di voler togliere la testa dell’Africa, o quanto meno dei loro paesi, dal cappio intessuto e teso dalla Francia.

Le accuse di Mohamed Konare

Mohamed Konare è il leader di un movimento Panafricanista che ha lo scopo di liberare l’Africa dalla “stretta” francese. “Vogliamo – dichiara – un’autodeterminazione politica economica e culturale. Sono 600 anni che l’Africa vive sotto la cupola francese. Questa situazione deve finire! Il nostro movimento sta rimettendo in causa la Conferenza di Berlino del 1884-85. In quell’occasione l’oligarchia occidentale si era riunita e hanno diviso l’Africa in zone di influenza. Da quel momento in poi la situazione è rimasta immutata. Le indipendenze concesse a partire dagli anni ’60 sono state solo un modo per bloccare le nascenti rivoluzioni popolari. La Francia ha trovato la furbizia di dare in anticipo le indipendenze ai popoli africani, però legandoli in condizioni di schiavitù attraverso un meccanismo economico.

Una moneta presa dal sistema nazista

Mohamed Konare passa a elencare dunque i crimini, presunti o desunti, dei francesi nei confronti degli africani. “La Francia ha instaurato in Africa una moneta presa dal sistema nazista. Hitler, quando ha occupato la Francia, ha imposto un regime monetario che consentisse alla Germania di impossessarsi di tutte le ricchezze francesi. La Francia, concedendoci le indipendenze, ha fatto la stessa cosa con noi. I 14 stati africani che erano colonie francesi nei fatti lo sono ancora. Il Franco Cfa permette alla Francia di avere il controllo totale dell’economia africana. È di proprietà francese, viene stampato in Francia. I francesi, con questo sistema, dicono agli africani: ‘Noi vi garantiamo la stabilità di questa moneta sul mercato internazionale’. Tuttavia, quando l’Africa vende le proprie materie prime le vende in dollaro, e questi dollari non vengono nelle banche africane, vanno nel conto delle operazioni della banca centrale francese. Con questo denaro fanno progetti di sviluppo africani. Così si permette alle multinazionali francesi di andare a lavorare sul territorio africano”. 

Il Franco Cfa – continua Mohamed Konare – si può usare soltanto nei 14 paesi africani ex colonie. Fuori nessuno lo conosce e nessuno la cambia. Questa moneta prima si chiamava il Franco delle colonie francesi, adesso, dopo le false indipendenze, il Franco della Cooperazione monetaria. Nella sostanza non è cambiato niente. La Francia ruba circa 500 miliardi di dollari all’anno, e questo non lo dico io, lo dicono i giornali economici tedeschi”.

Esistono ancora i patti coloniali

I patti coloniali che legavano le colonie alla Francia non sono cambiati. Sono sempre gli stessi” – prosegue Mohamed Konare. “La Francia ha il monopolio di tutte le materie prime africane. La Francia decide chi mettere al potere. Alcuni leader si sono ribellati a questo gioco e sono morti. Ne abbiamo 22, con nomi e cognomi, morti per mano francese.

In Africa, se si vuole fare un Consiglio dei Ministri, sono costretti a inviare una nota a Parigi. Se Parigi dà il suo ok il Consiglio si fa. L’Africa, se vuole rinascere, deve uscire da questo nuovo colonialismo francese”.

Il comportamento Francese

Emmanuel Macron
Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese

Il comportamento francese, negli ultimi anni, è parso quantomeno contraddittorio. E dico contraddittorio perché non voglio dire ipocrita. Prima alzano l’indice e, con espressione di fuoco, lo puntano al di qua delle Alpi, verso di noi, verso le prime bandiere italiane. Ci dicono: “Razzisti! Dovete accoglierli!” Poi, subito dopo aver lanciato (loro) il sasso, nascondono la mano. Ecco, dunque, che arrivano notizie di immigrati, spesso  minorenni, accompagnati di nascosto alla frontiera italiana e abbandonati nel nostro paese come se fossero spazzatura. Sono quegli stessi immigrati, quelli che come unico difetto hanno il non sapere giocare a calcio (altrimenti la Francia se li sarebbe tenuti stretti e li avrebbe usati come immagine di un Paese che accoglie) che noi non volevamo far sbarcare e per cui ci siamo beccati, da loro, dai francesi, l’etichetta di razzisti.

Credete che sia finta? No, abbiamo appena cominciato. Dov’era Macron, dov’era la Francia, quando l’Italia, e non solo l’Italia, insisteva per una redistribuzione equa dei richiedenti asilo? Beh, non so dove era, so però dove non era. Non era in prima fila per accoglierli. Macron, più di una volta, ha pensato bene di lavarsene le mani.

Il comportamento italiano

Matteo Salvini
Matteo Salvini, Ministro dell’Interno.

Certo, anche noi non abbiamo la coscienza linda e pinta come quella di un bambino. Anche noi abbiamo le nostre colpe, e parecchie. Dobbiamo riconoscerlo per non essere, noi, etichettati come ipocriti. Di fatto, Di Maio poteva lanciare questo sasso un po’ prima. Ha avuto quasi dieci anni per farlo. Perché lo ha fatto adesso? Sì, forse perché prima non ci aveva mai pensato. Ma forse, e dobbiamo riconoscerlo, ha voluto provare a legarsi più stretto all’alleato di Governo Salvini, sempre in avanti nei sondaggi, e, come sopra accennato, sempre in prima linea contro l’immigrazione. Forse, Di Maio, stanco delle accuse che la Francia muove contro di noi, ha voluto colpevolizzare qualcun’altro per le recenti ed ennesimi tragedie nel Mediterraneo. Non sapremo mai qual è la verità. E la fine di questa storia è lontana, se mai ci sarà. Di fatto, tuttavia, il Ministro del Lavoro e Vicepremier, con il suo gesto, ha scatenato un putiferio, e qualcuno, molti in realtà, gli sta dando ragione. Questo perché qualche ragione, se non tutte, probabilmente ce l’ha.

La legge del più forte

Comunque, sia l’Italia sia la Francia non devono dimenticare mai due cose. La prima, la più banale: ogni volta che un bambino muore di fame nel mondo, ogni volta che un giovane muore annegato in mare, noi, e come noi intendo l’umanità intera, ha fallito.

La seconda: è vero, la Giustizia, non esiste. Il Diritto non esiste. La Legge non esiste. Esiste solo la Forza. Chi è più forte ha ragione, chi è più debole ha torto. Chi è più forte prende, mentre chi è più debole dà. Questa è una verità irreparabile. Gli ateniesi, quasi 2500 anni fa, si sono appellati a questo diritto, il Diritto del più Forte, per saccheggiare e distruggere la piccola isola di Melo durante la Guerra del Peloponneso. Melo era colpevole di aver assunto una posizione legittima, voleva solo rimanere neutrale.

Oggi come allora niente è cambiato. Chi è più forte fa ancora tutto ciò che vuole a chi è più debole. Ma nessuno rimane il più forte per sempre. Atene perse la Guerra del Peloponneso, e quando i cittadini ricevettero la notizia che l’esercito spartano era alle porte della città, racconta Tucidide, tutti si ricordarono di Melo.

Bene, dunque, fate tutto ciò che volete. Ma ricordatevi di Melo. Quando non sarete voi i più forti, non appellatevi alla Giustizia, alla Legge o al Diritto. Ricordatevi (tutti!) come avete trattato l’Africa.

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