Venezuela, Maduro attacca Bolsonaro: “Un Hitler moderno”

Nicolas Maduro si scaglia contro il Presidente Brasiliano Bolsonaro, e lo definisce "un Hitler moderno". Ma il Brasile potrebbe appoggiare Guaidò in funzione anti Maduro.

Nicolas Maduro
Nicolas Maduro si scaglia contro Jair Bolsonaro, ma teme un golpèe appoggiato dal Brasile.

Nicolas Maduro si insedia per il suo secondo mandato e denuncia come il Brasile di Bolsonaro stia tentando delle operazioni militari di “provocazione” ai confini con il Venezuela. Teme un golpe interno appoggiato da governi “spiaggiati” sulla dottrina Trump. Il presidentissimo bolivariano definisce il suo omologo carioca “un Hitler moderno, a cui penserà il popolo brasiliano a dare una lezione”. Le affermazioni di Maduro hanno scatenato una vera ridda di reazioni che, in queste ore, stanno facendo la spola fra i luoghi meno istituzionali dei social alle depandances delle ambasciate dei paesi coinvolti, tradizionali luoghi di incontro e pianificazione dei servizi.

Se da un lato infatti le esternazioni del Presidente del Venezuela lasciano il tempo che trovano – relegate come sono nella mistica tromboneggiante per cui ogni dittatore accusa terzi di amare la tirannide più di quanto non la applichi lui stesso – da un punto di vista strategico la situazione appare molto più complessa. In effetti, fonti diplomatiche localizzate a Georgetown, nel territorio cuscinetto della Guyana, parlano di concentrazioni e manovre di truppe brasiliane al confine con il Venezuela (Miami Herald).

La posizione del Brasile

Elementi riconducibili al Bope, il battaglione delle Forze speciali di Polizia Militare e ad un brigata corazzata si starebbero esercitando pericolosamente vicino al territorio bolivariano. È un alzare la coda e mostrare i canini fra due governi che, per impostazione e battage politico, sono naturalmente predisposti ad esecrarsi, ma Maduro però, davanti alla zoppicante Costituente del suo muscolare mandato bis, ha affondato il coltello nella piaga:”Abbiamo il Brasile nelle mani di un fascista, un Hitler moderno che è al tempo stesso un burattino in mano ai sette (le compagnie petrolifere – ndr)”. Il vero nodo sta tutto nell’opposizione del Venezuela, che controlla (almeno ancora per ora) il Parlamento. Dopo il blitz contro il Presidente dello stesso, Bolsonaro, che si sta strusciando sornione addosso a tutto l’occidente (vedi caso Battisti con l’Italia) non ha fatto mistero di essere nel novero di quei Paesi che sponsorizzeranno “attivamente” quel ramo delle istituzioni venezuelane che rispetto alla linea di Maduro è più eccentrico e determinato a ristabilire le vere libertà democratiche. Letta più papale: il Brasile potrebbe appoggiare un golpe che abbia in Juan Guaidò, presidente dell’Assemblea venezuelana autocandidatosi a nemesi di Maduro, il suo ariete di sfondamento.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.