Global Compact, l’Onu approva ma l’Italia non firma

L'Onu approva il Global compact con 152 voti a favore, ma l'italia si astiene insieme ad altri 11 Paesi, "in seguito ad un'ampia valutazione".

Sede dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York
Approvato Il Global Compact, ma l'Italia si astiene.

L’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato ieri il Global Compact for Migration. La settimana scorsa avevano aderito i 164 Paesi partecipanti alla conferenza di Marrakech dell’11 dicembre. Prima del voto, la Presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu, Maria Fernanda Espinosa, ha preso la parola dopo le polemiche dei giorni scorsi. Ha detto di voler “ribadire” il concetto che il Gobal Compact non è legalmente vincolante e non viola la sovranità dei Paesi che vi aderiscono.

Nella votazione di ieri al Palazzo di Vetro, l’Italia si è astenuta. Non è stata l’unica: si sono astenuti altri 11 Paesi . 152, invece, i voti a favore, e 5 quelli contrari, tra cui quelli di Stati Uniti ed Ungheria. Hanno votato contro anche Israele, Repubblica Ceca ed Ungheria. Il Belgio ha votato a favore nonostante il Premier Charles Michel si sia dimesso due giorni fa, a seguito della crisi del suo Governo. Crisi che era stata provocata dalle dimissioni dei Ministri della Nuova Alleanza Fiamminga, che contestavano il sì del premier al Global Compact.

Le motivazioni dell’astensione dell’Italia

Il Governo italiano si è deciso a rinviare la decisione in merito all’adesione dell’Italia al Global Compact in seguito ad un’ampia valutazione con riferimento alla sua portata”. Lega e M5S, come forze politiche di maggioranza, in una mozione si sono riservate di valutare l’impatto concreto del Global Compact. Hanno proposto un “riesame periodico” degli effetti dell’applicazione del documento.

La dichiarazione del Premier Giuseppe Conte

“L’importante è affrontare nel merito le questioni, ma se mi chiede se è il Global Compact a determinare la presenza dell’Italia” tra i big del pianeta “le rispondo che no, non è questo lo strumento per dire se l’Italia e nel consesso dei grandi”. Così il Premier Giuseppe Conte, durante il brindisi di auguri al Quirinale, rispondeva a chi gli chiedeva dell’adesione dell’Italia al patto delle Nazioni Unite sui migranti.

L’opinione di Roberto Fico

Di opinione diversa il Presidente della Camera Roberto Fico. Durante l’incontro di ieri con i giornalisti parlamentari aveva ha dichiarato infatti che “l’Onu è una sede di dialogo, in quel tavolo ci devi stare, per un approccio globale che è la posizione dell’Italia”. Ha poi spiegato che vorrebbe usare un nome italiano parlare del Global Compact. Si tratta di un patto globale per le migrazioni. “Significa che siccome l’immigrazione è una problematica assolutamente globale, per forza dobbiamo sederci al tavolo insieme a tutti gli altri Paesi del mondo per affrontare la problematica dell’immigrazione. E quando ci sediamo al tavolo in un contesto così importante come quello dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, dove l’Italia ha dei rapporti fondamentali proprio con quei Paesi da dove partono soprattutto i migranti, è chiaro che in quel tavolo ci devi stare, in quel tavolo devi collaborare, in quel tavolo devi poter firmare un patto globale che regga anche culturalmente il fenomeno migratorio con un approccio globale. E’ la posizione dell’Italia“. Ha poi concluso dicendo che l’Italia dovrebbe inserirsi in un meccanismo internazionale che sia sempre di dialogo. E che “dobbiamo anche scostarci da una politica come quella di Trump”.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.