Brexit: dibattito fermo fino a gennaio, ma è rischio recessione

La Premier britannica Theresa May annuncia che il dibattito sulla Brexit riprenderà il 7 gennaio, ma parte la mozione di sfiducia da parte di Jeremy Corbyn. E Fitch avverte: senza accordo in arrivo il taglio del rating.

La Premier Theresa May
Brexit, dibattito fermo fino al 7 gannaio, ma l'agenzia Fitch mette in guardia sul rischio recessione.

Brexit, tutto fermo fino al 7 gennaio. Il dibattito parlamentare sull’accordo a gennaio, e il voto finale avrà luogo nella settimana che inizierà il 14 gennaio. La Premier Theresa May lo ha annunciato alla Camera dei Comuni durante il dibattito dedicato all’esito del vertice Ue della scorsa settimana.

E sulla questione riguardante l’Articolo 50 del Trattato dell’Unione Europea che stabilisce i termini di recessione dall’Unione, arriva il no secco del Primo Ministro. Alla domanda del deputato conservatore Andrew Mitchell, Theresa May risponde che  non sarebbe giusto per il Regno Unito prorogare l’Articolo 50, rinviando così i tempi della Brexit. La Premier britannica continua infatti ad esser convinta che il Regno Unito uscirà dalla Ue con un “buon accordo”.

La mozione di Jeremy Corbyn

Nel frattempo, il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti di Theresa May. L’atto dell’opposizione è legato al rifiuto, da parte del Primo Ministro, di procedere immediatamente al voto parlamentare sull’accordo per la Brexit raggiunto con l’Unione europea ma rimandarlo a gennaio. La scorsa settimana, infatti, Theresa May aveva annullato un voto ai Comuni sull’accordo, poiché era certa della bocciatura. La mozione, tutavia, non è contro il Governo, ma solo contro il Primo Ministro ed avrà un forte valore politico. Jeremy Corbyn ha commentato: “Rimandare il voto sull’intesa Brexit a gennaio è inaccettabile”.

Fitch: senza accordo si rischia il taglio del rating

Senza un accordo fra la Gran Bretagna e l’Ue, l’agenzia di rating Fitch taglierà con buona probabilità il rating di Londra il prossimo anno. L’analista James McCormack lo ha dichiarato all’agenzia Reuters. Senza un accordo, l’economia andrebbe in recessione, e gli scenari possibili sono ovviamente due. Nel caso in cui l‘instabilità fosse di breve durata e la situazione si risolvesse velocemente la recessione sarebbe lieve. Ma nel caso di uno stallo prolungato lo scenario cambierebbe. Nelle previsioni dell’agenzia di rating Fitch, una situazione di impasse prolungata manderebbe il Pil in negativo dello 0,6% nell’arco dell’intero 2019. “Chiaramente peggiore lo scenario di recessione maggiore il deficit, facendo marcia indietro nella riduzione del rapporto deficit/Pil e quasi certamente con un impatto sul rating”, ha detto McCormack. L’agenzia Fitch si mantiene proudente e opta per una prospettiva negativa sul rating inglese. Conferma così la linea stabilita dopo il referendum del 2016 che si era concluso con la vittoria del “leave”: Fitch aveva infatti già tagliato il rating ad ‘AA’ da ‘AA+’.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.