Protesta Gilet Gialli, la resa di Emmanuel Macron

Il Presidente francese si è dichiarato pronto al dibattito, ma puntualizza: "Saremo intransigenti contro la violenza". E Jacline Mouraud invita i Gilet Gialli alla tregua.

Protesta Gilet Gialli
Protesta Gilet Gialli

Emmanuel Macron, ha infine risposto alla protesta dei Gilet Gialli, tra un parziale mea culpa e l’annuncio di una serie di misure per costruire una nuova Francia. Dopo le violenze che hanno scosso il Paese, il Presidente francese si rivolge alla nazione per cercare di voltare pagina.“Mi assumo una parte della responsabilità. C’è rabbia, c’è indignazione condivisa da molti francesi. Servono misure profonde”, dice Macron, che invita “a lavorare tutti insieme alla costruzione di una nuova Francia. Da un anno non siamo stati in gradi di rispondere alle richieste, mi assumo una parte della responsabilità”. E prosegue: “Forse ho ferito qualcuno di voi con le mie idee, ora voglio essere chiarissimo. Il malessere esiste anche in altri Paesi, insieme troveremo il cammino per farcela. Dobbiamo creare nuove strade, per noi francesi”. Il Presidente appare dunque consapevole di doversi confrontare con “uno stato d’urgenza economico e sociale”.

Per far fronte a tale situazione, è previsto nel 2019 l’aumento di 100 euro del salario minimo.  Inoltre il lavoro straordinario non sarà tassato, ed è previsto lo stop al prelievo sulle pensioni inferiori ai 2000 euro.

Il discorso di Emmanuel Macron

Emmanuel Macron è orientato a chiedere alle aziende “che sono in grado di farlo” il versamento “di un bonus di fine anno ai dipendenti. Il bonus sarà esentasse”. Il Presidente ha intenzione quindi di sedersi a un tavolo con le grandi imprese che “saranno chiamate a contribuire allo sforzo”. E annuncia: “Le riunirò e prenderò le decisioni la prossima settimana”.

Macron pronto a stimolare il dibattito e il cambiamento

Emmanuel Macron dichiara che alla popolazione “è stato chiesto troppo” . Di fatto, accoglie dunque alcune delle richieste dei Gilet Gialli, che la scorsa settimana avevano già ottenuto l’annullamento, per il prossimo anno, della tassa sull’aumento dei carburanti. L’avvio di una nuova era, dice il Presidente, passa anche attraverso “una riforma profonda dello Stato”. Macron si prepara a stimolare “un dibattito senza precedenti nelle nostre istituzioni, ad ogni livello: governo, assemblea nazionale, parti sociali e associazioni saranno chiamati a fare la propria parte”. Il Presidente, che rivendica gli sforzi per cambiare la Francia e trasformarla in un paese ”basato sul merito e sul lavoro”, si propone come regista di una nuova operazione di cambiamento. Annuncia, quindi, che incontrerà “i sindaci del paese, regione per regione per costruire le basi della nostra nuova nazione. Non ripartiremo facendo finta che nulla sia cambiato”.

Tolleranza zero sulla violenza

Apertura al dialogo, ma anche tolleranza zero: “Saremo intransigenti contro la violenza. Gli eventi delle ultime settimane in Francia e all’estero hanno profondamente turbato la nazione. Si sono mischiate richieste legittime e una inaccettabile violenza. Voglio dirvi subito che non ci sarà clemenza verso tale violenza”. il Presidente punta qui il dito contro coloro che sfruttato la protesta legittima per trasformarla in aggressione. E aggiunge: “Abbiamo visto tutti il gioco di quegli opportunisti che hanno approfittato della sincera rabbia” di chi ha manifestato. Ma “nessuna rabbia giustifica le aggressioni ai poliziotti, gli assalti ai negozi e i danni agli edifici pubblici. Quando si scatena la violenza, non c’è più libertà”, prosegue Macron. “D’ora in poi la pace e l’ordine repubblicano devono regnare”.

La concnclusione

Macron si rivolge ai suoi concittadini e conclude infine dichiarando che la Francia si trova in un momento storico. E aggiunge: “La mia unica preoccupazione siete voi. La mia unica battaglia è per voi. La nostra unica battaglia è per la Francia. Lunga vita alla Repubblica, viva la Francia”.

La risposta di Jacline Mouraud

All’indomani del discorso di Macron arriva la risposta di Jacline Mouraud. La figura chiave del movimento di protesta dei Gilet Gialli,che con il suo ‘j’accuse’ a Macron via video aveva dato il via alla protesta, ha invitato ad una “tregua”. E afferma che “ci sono progressi, una porta aperta”. L’attivista bretone ha dichiarato che è ora di uscire dalla crisi, e che “non possiamo passare il resto della nostra vita per strada sulle rotatorie”.

Una posizione non condivisa

Ma la posizione di Mouraud non è condivisa dall’insieme dei Gilet Gialli. Alcuni contestano le promesse fatte dal Presidente, altri sulle reti sociali chiamano a partecipare all’ “atto V” della protesta, sabato 15 dicembre. Uno di loro, Maxime Nicolle, conosciuto su Facebook con il nome di Fly Rider e i cui video sono sempre condivisi da molti partecipanti alle proteste, ha parlato di “briciole” in riferimento agli annunci di Macron. “Troppo poco, troppo tardi, dopo troppa violenza e disprezzo”, ha dichiarato un’altra figura del movimento, Eric Drouet.

I prossimi appuntmenti del Governo

Intanto per oggi pomeriggio è previsto l’intervento di Edouard Philippe all’Assemblee Nationale. Il Premier illustrerà  in questa sede le misure annunciate ieri dal Presidente. Dal canto suo Emmanuel Macron riceverà i rappresentanti del settore bancario.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.