La Spagna festeggia i 40anni della sua Costituzione

La Spagna ha festeggiato, lo scorso 6 dicembre, i 40 anni della propria Costituzione. Presenti alla cerimonia la Famiglia Reale e i membri del Governo.

Costituzione spagnola
Quarantesimo anniversario della Costituzione spagnola.

Lo scorso 6 dicembre 2018, la Spagna ha festeggiato i 40 anni della propria Costituzione – approvata da un referendum popolare il 6 dicembre 1978 – in una cerimonia solenne tenutasi nel Salone delle Sessioni del Congresso dei Deputati a Madrid, alla presenza delle LL.MM. i Re di Spagna, deputati e senatori delle Corti Generali, alte autorità dello Stato e parlamentari costituenti.

La Famiglia Reale presente alla cerimonia

La cerimonia è stata presieduta dalle LL.MM. il Re Felipe VI e dalla Regina consorte Letizia, accompagnati dalle Loro Altezze Reali la Principessa delle Asturie, Leonor – erede al trono – e della sorella l’Infanta Sofia; dai Presidenti del Congresso e del Senato, Ana Pastor e Pío García-Escudero. Era presente inoltre il Presidente del Governo, Pedro Sánchez, il Presidente del Consiglio Generale del Potere Giudiziale, Carlos Lesmes, e il Presidente del Tribunale Costituzionale, Juan José González Rivas.

ne parliamo in pausa pranzo

I Re emeriti, Juan Carlos e Sofia, hanno ascoltato dal centro dell’Emiciclo gli interventi del figlio Felipe e di Ana Pastor, insieme agli expresidenti di Governo Felipe González, José María Aznar, José Luis Rodríguez Zapatero e Mariano Rajoy e ai relatori costituzionali. Tutta la Spagna democratica era rappresentata al vertice.

Il discorso di Sua Maestà

Deputati e Senatori della dodicesima Legislatura e i membri del Governo hanno condiviso i seggi con i parlamentari della Legislatura Costituente per commemorare quest’anniversario.

Sua Maestà Re Felipe VI ha pronunciato un discorso che ha sottolineato come quest’anniversario sia una grande opportunità per ricordare e riconoscere la dimensione storica della decisione presa dagli spagnoli il 6 dicembre 1978.

Ha evidenziato l’importanza della commemorazione odierna poiché ci permette non solo di ricordare e di riconoscere gli ideali e i valori che unirono gli spagnoli in un periodo indimenticabile della nostra storia, bensì rivendicare la loro piena attualità oggi come pilastri essenziali e fonte d’ispirazione della nostra convivenza. Quei valori che sono il sentimento di riconciliazione, la volontà di comprensione, la vocazione all’integrazione e lo spirito, solidario e generoso, che edifica e compatta la fibra morale della società. Parole indicative vista la delicata situazione in Catalogna.

Ana Pastor ha esaltato il compromesso d’intendimento, concordia e riconciliazione che promossero i protagonisti della Transizione, affinché nessuno fosse escluso. La Costituzione nata da quel consenso ha permesso di prendere importanti decisioni sull’organizzazione politica, sociale ed economica e sviluppare uno Stato di Benessere. Ha voluto inoltre congratularsi perché, dopo tanti, troppi anni di differenze e dispute, siamo stati capaci di ritrovarci in un progetto comune e per aver sviluppato insieme una solida costituzionalità, protetta dalla legge, la separazione dei poteri e la libertà. Ha esortato a imparare i migliori insegnamenti di questi quattro decenni per continuare a progredire e costruire insieme un futuro di concordia e prosperità.

La Costituzione spagnola

In effetti, bisogna rimarcare che la Costituzione spagnola è un caso unico, la prima che sia stata elaborata con un ampio consenso di tutte le forze politiche. Tutte le precedenti, da quella di Cadice del 1812 – detta la Pepa – fino a quella del 1931, avevano imposto una linea ideologica di coloro che avevano la maggioranza. La Costituzione del ‘78 è il frutto della Transizione politica spagnola ed è considerata un modello.

Nei suoi quarant’anni, è stata riformata solo due volte: nel 1992, per permettere il suffragio degli stranieri alle elezioni municipali, adattandosi alle normative dell’Unione Europea e nel 2011, quando fu introdotto il tetto massimo di deficit strutturale per lo Stato e le Comunità Autonome, sempre seguendo le indicazioni di Bruxelles.

Gli spagnoli devono esser riconoscenti ad Adolfo Suárez González, Primo Ministro della Transizione ed in modo particolare a Re Juan Carlos I che, pochi anni dopo, difese con fermezza quella Costituzione.

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Fabio Cassani Pironti
Nato in Venezuela nel 1961, il Professor Fabio Cassani Pironti è laureato in Scienze Politiche internazionali, specializzato in Economia e Politica dei Trasporti, in Studi Europei, in Archivistica, in Genealogia, Araldica e Scienze documentarie della storia. Già funzionario diplomatico; Assessore araldico della Commissione Affari Costituzionali dell’Assemblea Nazionale (Venezuela) per la realizzazione del nuovo stemma della repubblica. Assessore del Ministero degli Interni (Venezuela), Direzione del Cerimoniale, per la redazione del Cerimoniale di Stato. È stato Docente di Cerimoniale nel Dipartimento del Cerimoniale di Stato, Ufficio Onorificenze ed Araldica della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Italia); presso la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno del Ministero dell’Interno (Italia); presso la Corte dei Conti (Italia); presso l’Istituto Superiore Antincendi (Italia); presso l’Università degli Studi di Roma Tre e presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Autore di testi faleristico-protocollari, ha pubblicato numerosi articoli di carattere storico, genealogico, araldico e di cerimoniale. Vive a Roma.