Immigrazione in Italia, le accuse di Amnesty International al Governo

La denuncia di Amnesty International è contunuta nel rapporto La situazione dei diritti umani nel mondo, arrivata nel giorno del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Immigrazione in Italia
Aumenta il rischio di migrazioni clandestine verso l'Italia

Amnesty International accusa Il Governo italiano in merito alla gestione dell’immigrazione in Italia. “In Italia, il nuovo governo insediatosi a giugno si è distinto per una gestione repressiva del fenomeno migratorio. Le autorità hanno ostacolato e continuano a ostacolare lo sbarco in Italia di centinaia di persone salvate in mare. Infliggendo loro così ulteriori sofferenze e minando il funzionamento del sistema di ricerca e salvataggio marittimo”. È quanto denuncia Amnesty International nel rapporto La situazione dei diritti umani nel mondo. La denucia è arrivata nel giorno del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Il dl sicurezza secondo Amnesty contiene misure “che erodono i diritti umani di richiedenti asilo e migranti. Avranno l’effetto di fare aumentare il numero di persone in stato di irregolarità presenti in Italia, esponendole ad abusi e sfruttamento”. Il rapporto inoltre segnala il ricorso da parte di alcuni candidati e partiti politici a stereotipi e linguaggio razzista e xenofobo. Questo al fine di veicolare sentimenti populisti, identitari nel corso della campagna elettorale.

Le denucie di Amnesty International

“Nel 2018 – denucia ancora Amnesty – “gli sgomberi forzati sono continuati, colpendo soprattutto famiglie rom e gruppi di rifugiati e migranti, senza l’offerta di alternative abitative adeguate da parte delle autorità. La linea dura dettata dal nuovo governo sugli sgomberi rischia di fare aumentare nel 2019 il numero di persone lasciate senza tetto e senza sistemazioni alternative”. Arriva poi un’altra denuncia, da parte di Amnesty: “Nel corso del 2018 è proseguita la fornitura di armi a paesi in guerra come Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, attivi nel conflitto in Yemen. Tali esportazioni violano la Legge 185/90 e il Trattato internazionale sul commercio delle armi ratificato dall’Italia nel 2014. Inoltre, a settembre è partita la sperimentazione sulle pistole a impulsi elettrici (Taser) in dotazione alle forze di polizia. Siamo preoccupati sui rischi per la salute, sulla necessità di formare adeguatamente gli operatori e anche sui requisiti di opportunità nell’utilizzo dello strumento”.

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Campagna per l’introduzione dei codici identificativi per gli agenti di polizia

A novembre, Amnesty International Italia ha lanciato una campagna per l’introduzione dei codici identificativi per gli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico. Questo strumento, secondo Amnesty, permetterebbe di poter risalire attraverso all’identità dei singoli agenti e/o funzionari di polizia in caso di uso sproporzionato della forza o di altre violazioni dei diritti umani. Si tratta di una misura che il Comitato Onu contro la Tortura e altri organismi internazionali hanno ripetutamente chiesto all’Italia di introdurre.

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